( LVI )
fuvio verfava un folto e nero fumo , che botando ra-pidamente levavafì affai in alto, e in quelle mettea ca-po. All*ore 4-1- cominciò a balenare,ma i baleni erandeboli, e non frequenti ; intorno all* ore 7. o circa fe-guirono lampi grandiffimi , che quali fenza veruna in-terruzione fi fuccedevano . In quelli lampi vedeanfi in-numerabili fiottili faette di color bianco ; molte di effecomparivano vicino alia terra ; e alcune poche nell’efìin-guerfi facevano un piccolo fcoppietto.e certe fe ne.ac-cefero fino nelle cafe .
Quello infolito fpaventevoliffimo fenomeno, che du-rò più ore continue, diè gran paura a coloro, che abi-tano attorno al Vefuvlo fino alla diflanza di 20 . miglia,e più. Univerfalmente fi credette ,che il fuoco del Ve-fuvio era venuto ad arderli nelle loro abitazioni ; e inpiù e più paefi le genti grandemente atterrite ufcironfuori delle loro cafe, e gridando per le pubbliche ftra-de mifericordie, corfero alle chiefe, che fubito fi apri-rono , ed ivi dolorofamente piagnendo fi raccomanda-rono a Dio .
Ora un ReligiofoCamaldolefe, che flava nell’Ere-mo di Nola, eh’è fituato fopra un altifiimo colle , miriferì aver lui con altri Religiofi di quel medefimo Ere-mo offervato, che in quei cortifiìmì momenti, che non
lampeggiava , e riveniva la buia notte , fgorgava dai
detto