( LIX }
fecondo mi fende D.Vincenzo Barra, pochi giorni do-po l’Eruzione, ritornò di nuovo la Primavera.
Il medefimo feguì ne’ territori di Palma, di Lau-ro ,e di Nola, che pure, fecondo fopra fi è narrato, fu-rono danneggiati dalle Vefuviane materie ; e quello,eh’è più ftrano, in Vico, in Sorrento, in Malfa, e inCapri , che fono più diftanti dal Vefuvio (2) , e dovejiel tempo dell'Eruzione non vi piovvero nè cenere, nèrena, nè nere pomici, molti de’ fuddetti alberi di nuo-vo fiorirono , e produlfero i frutti in grandilfima ab-bondanza; e in Sorrento, e in Malfa i novelli fiori de’
cedrati , e di altri agrumi efalarono un ellraordinariogratilfimo odore ; e ne’ paefi , che fon ficuaci nelle fal-de del Monte dalla parte del mare, non vi accadde ilmentovato fenomeno ; nè fi è intefo elfere accaduto in
altri luoghi del noftro Regno.
Io da Ottaiano dai fuddetto D. Vincenzo Barra ildì ai. di Settembre , cioè palfati 36. giorni dall’Eru-zione , ricevetti un bel grappolo di agretto colle foglie,i cui acini erano di una groffezza maggiore di un gra-nello di miglio , e altri ramicelli fronduti di diyerfeforte di peri , e di meli co’ loro tenerelli frutti, che
erano della grandezza di un grolfo cece ; e in un pio-li 2 colo
(2) Vico è lontano dalla bocca del Vefuvio 13. miglia , Sorrento 14- *tin quarto, Muffa 16. e mezzo, e Capri 26. _