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Il dì i. Novembre il Vefuvio ci diè grandifììmapaura. Imperocché all' ore aodr o circa vomitò unagran quantità di fumo , che in prima levo/li ad unaprodigiofa altezza, e poi s'incurvò verfo Mezzogiorno,e corfe verfo quella volta fino all’ ore 23. Elio nellosboccare era di color rofììgno , poi diveniva nero , edindi faceafì bianco. Nel tempo forfè di mezz’ora fu af-fai folto ed eforbitante» e appretto andò a poco a pocofcemandofi ; talché all’ore 23-! o circa non fi vide mol-to fumo nella bocca del Monte.
In Recupo, che è nel territorio di Ottaiano, come
innanzi è accennato , quando ufcì il fumo , vi cadderopietre di una mezzana grandezzate poi piovvero nere
pomici , rena s , e cenere ne’ luoghi, fopr’ a’ quali paf>ò
il detto fumo.
I contadini, che fìavano ne’poderi ,che fono vicinial fuddetto Atrio del Cavallo, allorché il Monte eruttò;,prettamente fe ne fcapparono. Alcuni di quefti, che ioincontrai , mentre tutti fpaventati fe ne calavano , mi
differo , eh’elfi, avean fentito un eftraordinario romore,.che loro fece giudicare che qualche parte del Monteera caduta, ruinofamente , ciocché al certo potè avve-nire.
II dì 13. del profilino feorfomefe di Dicembre all*
ore io. della notte qua in Napoli , e ne’ contorni del
Ve-