( lxxxvih )
ho trovate delle fimìlì nel Monte Vefuvìo (i) . Ancoraalcune di effe hanno una parte della loro fu perfide ri-dotta in vetro di color capellino , e fopra di altre fivede una materia bruciata fpugnofa fimile a quella,chefuol gettar per la bocca il detto Vulcano .
CAPO XXV.
Di alcuna confiderazioni falle fopra i fajfi corrofi dall*acque , che poco anzi fi fon deferìtti .
I N confederando meco medefimo le foprammentovatepietre mi vennero nell’animo alcuni penfieri, ch’eglimi piace anche di qui efporre.
E primieramente penfai , che folto il Vefuvio vifeorra qualche fiume,o vi entri qualche lingua di mare.
2. Che l’Incendio, che ha prodotta l’ultima Eruzio-ne , arfe fiotto il letto di quel fiume, o di quel mare.
Quindi la fucina , dond’ è ultimamente sboccato il fuo-co
CO Quefte pietre , e 1’ altre , che ho deferitte nel Capo XXII. , e nel
precedente , eccetto tre di quello , cioè quelle de’ Num. III., e XIII. , chefon fragili, e quella del Num. VI. eh’è ridotta in calce , rendono fuoco , fefi battono coll’acciaio; effe dunque fono dell’ordine di quelle , che i Natu-rali chiamano fcìntiUantì . Del retto tutt’ i malti delle lave del Vefuvio, da’quali fi rompono le pietre per ifmaltare le pubbliche firade ; e quei fafletti ,che ricuoprono i detti matti , fono eziandio tali . In oltre la rena, la terra,e la maggior parte delle pietre,che il compongono,fono vetrificabili. Quii*;