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tornar di nuovo ad infuriatamente gettare . Ma nell’ultimo Incendio, fuor dell’ufato., fecondochè fopra fi èriferito , i fuoi veementi getti accaddero, fenza verunainterruzione, e così durarono confiderabile tempo ; tal-ché di notte effi pareano. vere fontane di fuoco , qualeprincipalmente fu quello della memorabile fera del gior-no 8. A goffo, che fu al certo una delle grandiofe, bel-,iiffime , e ftupende operazioni della Natura .
Io nell’ultimo Capo della mia Iftoria di varie Eru-zioni ,che diedi in luce, l’anno 1776., cercai di fpiega-
re, com’egli avveniva, che nell’altre Eruzioni del Ve-suvio , fi fuccedeffero i verfamentì deU’infocate materie,
e talvolta anche con un certo, periodo . Or in quelloio vò ragionare intorno alla cagione del propofio {in-goiar fenomeno, accaduto nell’ ultimo Incendio . E perprocedere ordinatamente premetto le feguenti cofe.
I. Nel. Vefuvio. vi Hanno molte, e diverfe caverne,
che
(0 Dove orafono quelle caverne, un tempo vi furono abbondanti minieredi folfo , di ferro , di allume , di vetriuolo e di altri minerali ; e forfè al-cune di elle non fi, fono del. tutto confumate ; e fi {tendono, variamente fer-pendo , fotto il fondo del mare, e. fotto altri, luoghi. Io quefìi fenomeni of-fervai 1 ’ anno. 1760. , in cui feguì un’ Eruzione del Vefuvio, eh’ io deferiffi.
Nel territorio, della Torre del Greco, in un podere, porto nelle barte faldedel detto Monte, in diftanza dalla fua bocca di due miglia e più , fi aprì ilterreno in molte parti;e. delle aperture ufeiron fumi,e fiamme, con gran vio-lenza; il vicino mare fi turbò, divenne tempertofo, e altamente fremette; laterra per un lunghiffimo tratto fpaccoflì, e le fpaccature fi fecero dalla ban-