( CIV)
deir aria , e de’ vapori , fi Sviluppò eziandio una grancopia di vapore elettrico (i).
Or quelli elamici fluidi, cioè il fuoco, l’aria fot-terranea ,i vapori, e la materia elettrica, non potendopiù capire nel luogo doveftavano, il quale era purtrop-po angufto per loro , a cagione dell’accresciuta elafticaforza , coll’ infocate materie , che feco traflèro dall’ ar-dente, fucina, cercaron per la mentovata apertura, fat-ta nella bafedel Monte, e per altre vie, di venir fuori.
Nel Vefuvio vi fono molti fpiragli ( ‘Premejf.V. )..Dunque l’aria efìerna, che fovraftava a que’fpiragli, men-tre con gli altri Suddetti corpi l’aria interna, divenutapiù leggiera, fuggiva alla volta della bocca del Monte,piombando dalla fovrana altezza di fua regione, entrò nelvoto feno del Vefuvio, per occupare il luogo, che quellaabbandonava ; e con tutta quella forza, con cui premei terreftri corpi, incalzò , e fpinfe la fuddetta corrente, ele comunicò maggior velocità, e vigore. E quella im-petuofìflima corrente in ufcendo del Monte , fu la cagio-ne, che produfTe il mentovato getto di fuoco, e di fumo;
giac-
(0 L’ ardenti materie del Vefuvio contengono molto fluido elettrico.'Delle gran lave , eh’ egli vomita 5 quando feorrono per li fottopofii luoghi,fpeflò fpeflo efeon delle flette, che non fon altro, che elettrico fuoco.
E fe le mentovate acque furon del mare, com’egli è verifimililflmo,perciò che ho di fopra ragionato ; da effe fgorgò certamente una gran quan-tità di materia elettrica ; perchè 1’ acque marine ne contengono affaiffuno,
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