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E nel vero i menzionati elaftici fluidi eran benif-fimo valevoli a caufare il ricordato getto, e i fenome-ni* che r accompagnarono (i).
Imperciocché i detti accidenti * conforme fopra liè raccontato, furono quelli . I. Delle groffiflìme pietrefurono dì fotterra da gran profondità cacciate fuori, efpinte per la principal bocca del Vefuvio a confiderabi-le diflanza . II. Della medefima bocca ufeivan rivi difuoco.. IH. Il detto Monte lì aprì in più parti; e da al-cune aperture rifudava la liquefatta materia , e di al-tre fpicciava con continuati zampilli. IV. Delle fpaven-
tevoli moli di fallì furono diyelte dal Monte , e sbal-zate affai lontano . V. Le pietre roventi , e il fumo
fall—
citeriore poti; liberamente piombare con tutto quel momento , che ha , tullebrucianti, materie, che ftavano in quella,? vie maggiormente accenderle,e fecotrasportarle fuori per lo cammino del Monte , e produrre il getto ; e unitacol fuoco , coll’aria interna, co’vapori, e,coH’eccitato elettrico fluido, ope-rare gli accennati fenomeni. Potette ancora feguirè lo Iteffo accidente, fe l’ac-cendimento accadde dentro il medefimo Monte. L’ampio fuo ardente e votofeho farebbe flato, come una grandiflìma 'Eolipiìa . Ma pili probabilmente andòla faccenda , per gli avvenimenti, che fi fon confiderati nel Capo XXV., nel
modo , eh’b divilato.
Io fono inclinatiflìmo a credere,che fé fuccederà. qualche altra forte ac«cenfione nella medefima miniera , dove è feguito 1’ ultimo Incendio , fi ve-dranno de’fpettacoli fimili a quelli , che li fono veduti in quella ultima Eru-zione-
fi) I fuddettì elaftici fluidi,, che facilmente fi unilcono infieme, fono i
più forti , e i più formidabili agenti della Natura allorché fono in grand’
impeto, e copio!!, quali furono nel feno del Vefuvio , in cui, come fopra c
accen-