mine (4). Dunque quando il detto fuoco è eforbitante,la fua forza diviene al vero prodigiofa . Ma il fuocodell’ultimo Incendio del mentovato Vulcano fu copicfif-fìmo, come chiaro appare dall’eccefìlva quantità d* in-focate materie , eh’ elfo versò . Dunque egli ebbe unagrandiftìma pollanza (5).
Di poi la fuddetta aria fotterranea, per conto delforte Incendio , eh’ è mentovato, acquiftò una porten-tofiiìima forza .
Imperciocché quello avvenne molto fotto il livellodel vicino mare (Conjìderaz.2, CapXXP. fag.LXXXXllL).
Or 1' aria de’proFoncfi lotterraneì luoghi è più denfa
della noftra, e per confeguente più elaftica (< 5 ).
0 3 Quan-
(4) Per più efperienze conobbe il Conte di Vauban , che a riverfarc216 . piedi cubi di terra feroplice , lì richiedeano p. o io. libbre della dettapolvere ; di terra arenofa u. o 12. ; di terra argillofa ìj. o 16. ; d una nau*raglia Irefcamente fatta 15. 0 20. ; d’un vecchio muro 25. o 30.
(5) L’accidente, che ho raccontato nel Capo XXII. di que’tre enormifallì, cioè, che la loro parte citeriore era ridotta in vetro, chiaro ci dimo«lira, che il fuoco, che produffe un tal effetto ( forfè nel cortiffìmo tempo,
che vennero ruoli—dai-A» molto veementiflìmo . E il medefimO CI
fa intendere un altro avvenimento , che m’ era dimenticato di narrare , ilquale è quello, cioè , che il detto fuoco ridufle la parte citeriore di alcunealtre limili pietre in una materia .di color, che volge al tanè ofcuro,che fa-cilmente fi riduce in una terra, che pare calce metallica,
(6) Imperciocché la forza ehltica, conforme infegnano i Filici, è prò-porzionevole alla fua dentiti ; e le varie denlìta dell aria fono come i peli,che premono; e i peli prementi hanno tra loro la proporzione delle altezzedell’argento vivo nel barometro. Ora gl’incendj del Veluvio accadono lotto