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Quando nell* aria-opera il fuoco , come fi sa dall*efperienza, crefce la fua forza elaftica (i ). Ed egli fide-duce daìi’accurate pruove fatte dal mentovato Amontons(ILJìoire de VAcad. dei Sciences an.1708.) l'opra le forzedell* aria diradata, che l’aria contenuta in un vafo inpiccola,o in gran quantità , per la dilatazione prodottadal calore dell’acqua bollente, acquifìa una forza sì
confiderabile , ch’ella paragonata col pefo dell’atmosfe-ra,
il livello del mare {Premeva IL). Dunque ivi l’aria è molto più denfa dell’aria noftra, giacche ne’ profondi luoghi il mèrcurio fi alzerebbe molto pih ,
che nel fottopofto lido del mare.
Quindi fe i detti incendi accadono in un luogo , in cui il mercurio nelbarometro, che nel detto lido s’innalza ne’tempi fereni a pollici 27. e mez-zo , fecondochè più volte ho offervato , falirebbe a 36. ( il quale luogo , fe-eondochc calcolò il Signor Amontons ( Hifloire de P Acad. Royal des Sciencesan. 1703. ) farebbe profondo 992. tefe) la forza elaftica dell’aria del medefimoluogo, ftarebbe alla forza elaftica dell’aria noftra , come 36. a 27. e mezzo;perocché una tal proporzione avrebbero le loro denfità, cioè la forza elafticadell’aria di quel fotterraneo luogo farebbe quali un terzo maggiore della li-mile forza dell’ aria noftra . E una tal forza tanto più diventa grande, quan-to più crefce la profondità del luogo, dove avvennero gli accendimenti, chefon detti ; imperciocché ì’ aria diverrebbe proporzionevolmente più denfa.Leggali la citata Memoria del ricordato anno del foprallodato Autore.
(1) Si sa per efperienza , che fe una fottile ampolla di vetro ermetica-mente chiufa, efpongafi a un violento fuoco, il calore, che acquifta l’aria inquella contenuta , fpiega la fua molla ; eftà fi dilata , e in Sforzandoli vali-damente di occupare uno fpazio più ampio del primo , fpezzerà 1 ’ ampollacon produrre un forte feoppio . Parimente una vefcica ben ligata , efpofta alfuoco fi gonfia , e poi crepa con iftrepito, per la ragione, che poco innan-zi è recata.