DELLA REGIONE ABBRUCIATA. 941
tra Porta, che diceafi del Carcere , oflia del luogo delle muffe, inove Xi ritengano- i cocchi ed i cavalli pronti al Giuoco dellecarriere. Dalla parte edema dell’Edificio, e propriamente ne’la.ti lunghi della figura paralellogramma , in un di eflfi vi ftavanripartiti più Fondachi , diverfe Taverne , e molte officine di Ven,ditori , di Predatori, di Ufttraj , e di altri ancora; e nell’altrolato oppofto le Stalle per trattenervi i cavalli già desinati all*carriere .
La parte interna dell’Edificio, per quanto diftendeanfi i la-ti lunghi della figura, vi ftavan difpofti in linee rette i gradi ,elevati gli uni fopra degli altri per federvi gli Spettatori agiata-mente, ne’ quali vi fi afcendea dalla Piazza e non d’altrondee vi fedevano con ordine a norma delle leggi dettate a tale ef.fetto. Nel mezzo della Piazza vi flava eretto un Poggio parale /-lepipedo , alla maniera de’ Piedeftili, fui quale vi eran coordina-ti i fegni fenfibili della vittoria ; cioè a dire, nel mezzo delPoggio un grande Obelifco facro al Sole , a cui era dedicato l’Edi-ficio Pubblico deh Circo g e poco al di là una breve Piramide fa.era alla Luna . Ne’ lati brevi del Poggio vi fi prefiflero le- Metecome termini delle carriere; e tra le Mete e gli Ohelifchi vi firipartivano i Caratteri, i Simulacri ,,le Statue , ed i Sigilli degli DeiLari, e degli Dei Forti ; ma foprattutto in luoghi diftinti vi fiadattavano , per invalfo coftume, quelli per a ji qua li fefteggia-vafi lo fpettacolo de’ Giuochi Circenjì .
Le Mete , altrimenti dette le Spine, porte fui Poggio in fsigni tìfici della vittoria, furono di figura Conicotroncata , alte unterzo del diametro dalla bafe , per lo più quadrilatera di piedidodici in circa per ogni lato ; e prefentavano i capi delle a^Jo.ni circenfì dal luogo delle Moffe al luogo della gran Porta , e daquefto a quello girando per ben fette volte; i cocchi ed- i cavalli apoter vincere il Giuoco. I cocchi circenfì al die di T. Livio ( i),,e di Aufonio (2.), furono ricercati da Romolo Conditor di Roma,che dediconne 1 ’ invenzione al Dio Confo ; cioè a dire, a Netta,no Equefìre: ma i giuochi con tali cocchi furono per lo allora,molto femplicemente celebrati , in una dirtefa pianura cinta difpade da’ Soldati romani ; per cui non videfi nell’ originale difìffatte cofe magnificenza qualunque inrfino a’ tempi di Tarquinia
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(1) T. Liv. Lib.u (a) Aufon. Nell' Egbgarìo ».