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Discorso storico sopra l'acque vomitate da Mongibello, e suoi ultimi fuochi avvenuti nel mese di marzo del corrente anno MDCCLV / dal sac. Giuseppe Recupero
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38ridotta appunto come una ſcabroſa corteccia di quet-:cia divifa in tante fenditure, ch' eſſere il ſegno deſſerſi gid liquefatte le ſepolte nevi dicevami il Con-dottiere medelimo; Viddi pure in queſti letti mol-tiſſimi palloni di neve tutti incruſtati di ſabia, qua-Ii giudicai direttamente eſſere ſtati formati dalle Pie-ne, che traſcorrendo per i declivj di quella campa-gna ingombrati allora d' alte ne vi, ſpezzarono 1groſſi tavolati delle medeſime, e ridottili in pezziben grolſi l' impiaſtrarono d arene, le quali impe-dendo all' aria di ſcioglierli liberamente, e dilie-guarli, fan che tuttavia fi conſervaſſero nei letti me-deſimi, oV furo a0 dalle Pie e ſudette depolitati.M' afſicurè parimenti la Guida, d' ellerſi qui por-tato nei primi tempi„che ſcotrea ill deſeritto nug-vo fuoco, vale à dire, pochiſſini giorni. dopo laccaduto allagamento, ed aver veduto,; che ſalvd iltratto delle falde di Mongibello per dove ſcorſa e-ra la lava di fuoco sboccata dalle ſue fauct!,quelle liſte di terreno ſulle quali traſcorſe erano lacque inondanti, tutto il reſto del Monte, e dell'altre falde, e di tutta quella Planura, e citcoſtan-ti Montagne era tutto riveſtito di neve foſca,denigrata dall“ arene vomitate nel ſeſto giorno diMarzo. n——Argomentai pertinto da tutte queſte circoſtin-ze melle da me a viglio, che non ebbero le neviin queſta I ondazione, ſe non pochiſlimai pate og-de non ſi può certamente attribuire ad eſſe la gtanquantita dell' acque inondanti. In confermg di qualverita poſſiamo riflettere, che ſe quel t acque foſſe-ro ſtate accreſciute dalle nevi diſciolte, non g potea-no ricevere tale aumento da altre nevi fuor di quekle, che occupavano le liſte di Sciare, e terreni petove traſcorſero J acque medeſime; ſendo affatto im-

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