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Discorso storico sopra l'acque vomitate da Mongibello, e suoi ultimi fuochi avvenuti nel mese di marzo del corrente anno MDCCLV / dal sac. Giuseppe Recupero
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48vi altiſſime, delle quali è ſempremai ſtraricco l' Et-na, le quali liquefatte dai fuochi rigoglioſi, cala-rono giù in foggia d' una violentiſſima piena cheroduſſe nella ſoggetta Pianura tutti quei prodigio-li ſtra vagantiſſimi effetti di fopra arringati. Tantoinverita mi darei anch Io à credere per disbrigar-mi di queſto impacciato avvenimento col pronto ri-corſo alle nevi, ſe il lume chlariſſimo, che mi ap-preltano trè riflaſſi, non mi obblig ige ad affutto rig ·gettarlo: Primamente e da ſapere, che le falde, ocortine di Mongibello in queſta ſaa Pla ga orien-tale terminano ad un' altezzag di piu miglia con u-na pianura, che ſi appella il Piano del Lago; ed inqueſta pianura appunto se alto ſuo cratere; ciſuppoſto, ſe Noi vogliamo⸗ che alte moll di neveliquefattata produſſero tutto quel gran proflavio d'acque, dovrem ſuppotre nella ſudetta pianura tantaquantita di neve, le di cui acque halitar doveanoad occupare il vano d' un letto, o canald lagperlomeno un miglio e me2z0 la qual ſupposz to-ne non credo, che poſſa approvarli dalla mente vo-ſtra luminoſiſſimia, che ben comprend non ellere aciò fare baſtevole, deppure una montagna di neve.Deve ſecondariamente dirvi, che tutte J“ am-pie, ed alte falde del Monte nella ſudetta Plagasorientale ſono diſpoſte in guiſa, che formano unnumero ſucceſſivo di ſcanalature, o vallate dall! al-to in glu, e perponadicolarmente, ſecondo mi ſonoingeggato farle eſprimere nel Piſeguo, per le dli vallate ſi precipita a baſſo molta fabia, che 502mitar ſuole ſopra I ultima pianura fadena Mongi-bello. Or ditemi per vita voltra, ſe dilleg tate arvrebbono i füuochi immęnſe altiſſime moli di neve,giuſta la ſopradetta ſappoſizione, io gombrantl quel-Ia pianuta, non doveano H acque di olle ſparpa·f gllar-