* pel quanto potei fcandagliare dalla diſtanza, incuiimi fermai, giullicai, che quella gran fenditu-ra fu larga Preſſo ad un miglis; ed in mezuo di
ueſto vano trovali di preſente una grandiſſima vo-raggine, dalla quale eſalavano interrotti volumi difurtto; ed in eſla appunto viddi eſſere il capo delgrafſde, e ſpazioſo letto non gidꝭ d' un fiume regale,ma d' un prôfluvio immenſo d' acque, il qualecogtinuando il ſuo corſo ſopra tutto 1“ alto Prdel. Lage, ſcende giù, e pigliato il declivo, ſtriſciaſopta tutta quel alta cortina del Monte, d' onde ſiſtende ſopra la Dagala di Giannicolas ed undi piglia-ti nuovi declivj fa tutti i corſi da me diſtintamentenafrati: Oſſervai pure, che da quella ſteſſa vorag-gine era sboccata la lava di fuoco, che traſcorſe 2due di Marzo fin dietro il Monte Lepre. E il lettodell' acque ſu l Monte quaſi ſempre d' uguale lar-gbetza, con tuttochè ſia ſopra una ſuperficie non menaltä s che ripidas onde J acque doveano ſcorrere-con ſomma facilta ſenza tanto ſpaziarſi z ma la lar-ghezza di queſto letto, benchè non aveſſi potutomiſürarla per il vento, e per la nuova ſcabroſa,frahéfbile ſciara ſcorſavi in mezzo, giudicai eſſerequai di due miglia anche ſopra quelle vette delMötlte. Degno è ancora di riſaperſr, che in tuttoqubſtõ, gran canale incominciando dal. Cratere a ve-nir giù, ſi veggono moltiſſimi gro: Macigniſtraſcinati dalle Piene, nel modo xpBAHHo che tto-viamo ſimili groſſe pietre nei letti de Torrenti; manoi però dovete eredere d' averle T Eta vomita--te m fnezzo a quell' acque, avendo io oſſervato, heraner groſſi frantumi di ſciara antica, per eſlere-moſte puliti d' una banda, e dell' altra ſcabroſis ſen-do per lo conrario le pietre vomitate di freſco dall“Etiia in ogni parte ſcabroſe: mi confermai in que-ſta