* ivanſi in un' altta; perchè xiâ vi hò detto, che dal“la bocca d' onde ſgorgarono l acque, pullulè la-ſeguente la va di fuoco, ed anche oſſer vai, che dipreſente eſce il fumo da que lla ſteſſa bocca ſolamen-te. Suppoſto adunque, diceva, che una copia co-tanto immenſa d' acque ragunoſſi nel luogo mede-ſimo, in cui erano quegli attiviſſimi fuochi, dovea-no fra loro pugnare, opponendeſi! acque col ſuogravitare ai fuochi, i quali tendendo di ſua naturaalb alto, reſiſtere deveano fortemente alla preſſio-ne, che facevanzgli' acque: e qual impetil, quaiſcuotimenti, e quali effetti lurtuoſiſſimi non ſi do-veand caggionare da una tal lutta, che far dovea-no per neceſſità di natura l acqua, ed il fuoco ri-ſtretti in un luogo medeſimo? Altro che ſcroſci, efragori doveano udirſi per un tal conſorzio! Cexta-mente ſobbiſſar per lo meno doveano tutte le vici-ne abitazioni; e ciò viemaggiormente conferm aſi dalvedere, che ne Acqua prevalſe contro il fuoco, condverlo eſtinto, nò queito contro J acqua, con a-
verla ſubitamente diſſipata in vapori, ſendo entiam-
bi uſciti l' un dopo' altra dal Cratere,& boccamedeſima di Mongibello, Ma tralaſciando a vol d'indagare con pid maturo ſtudio, come ſia cid av-venuto, tempo e gid di dar fine à queſto mio rag-gionamento con proporvi aleune Filoſofiche riſleſ-ſioni, che debolmente hò fatte à viſta dell' altre cit-coſtanze; che ſi accompaguarono coll inondazioneſudetta.
Per procedere sd ciò colla dovuta chiarezza,ho penſato diſtribuire in due parti tutto il diviſatoavvenimento, che ſono come due Cardini, sd i qua-Ii egli s' aggira. Ed in prima dobbiamo indagared' onde, ed in qual mode l' acque ſienſi comuni-eate nelle profonde viſcere del Monte; dobbiamo
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