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Tom. III. Orig.della Font. impugnarle.
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ſente vi ſons anche di quelli, i quali per niuna raggio.ne, ne per evidenxa di ſenx i, che loro moſtri aperta-mente il contrario, Vogliono tale opiuione laſciare. Io pe-rò ſono ſicuro, che non avrà certamente tra noi ladetta opinione ſimil fortuna, ſendo le noſtre ſcuo-le affatto eſpurgate d' ogni antico rancidume; e perellere a tutti noto, che cotali fraſi ſono di tanto vilprezzo, che il dottiſſimo Signor Valliſnieri, cosi dielle parla(a): Non meritano, ch Io perda il tempo perMa, giacchè vi hò fatto memoria dell' acquevomitate dal Veſuvio, giuſta coſa mi ſembra eſpor-vi in breve le principali circoſtanze di queſto ac-cidente, per poi diſaminare fil filo tutte le diver-ſe ſentenze tenute da molti dotti, che han preteſoſpiegarlo: d' onde chiaramente ſcorgerete non ſoloquanto ſieno inſufficienti ad applicarii a que ſto no-ſtro Fenomeno J eſpliche eſcogitate da quei Dotti;ma pure quanto ſia pid ſingolare, e prodigioſo ilvomito d' acque fatto dall'- Etna di quello del Ve-ſavio. Narrano intanto le Storie, che nel meſe diecembre MDC XxXxXI. dopo eſſerſi ſentite varie ſcoſ-ſe, pullulò nel Veſuvio una gran lava di fuoco; chenel mentre ſta va eſſa ſcorrendo, e continuavano tut-
tavia 1 Tremuoti, ſi ritrò à molta diſtanza da ſuoi
lidi il Mare, che in quel tempo medeſimo ſi vid-dero alcuni furioſi Torrenti d' acque, uſcite dallefalde del Monte, e dalla ſua bocca, alcuni de“ qua-li ſcorſero ſopra le Campagne poſte à ſettentrione,ed altri ſopra quelle poſte a mezzo giorno del Mon-te, con avere caggionato un danno aſſai maggioredi quello, che faceva il fuoco; e che terminato que-ſto incendio furono trovati ſopra il Monte fra i ma-teriali da eſſo vomitati Peſci, e Conche di Mare, ennalmente ci aſſicurano, che mentre ſcorrea quel.5 la