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Discorso storico sopra l'acque vomitate da Mongibello, e suoi ultimi fuochi avvenuti nel mese di marzo del corrente anno MDCCLV / dal sac. Giuseppe Recupero
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g ricacciaſi altra volta fuori, ſecondo ſi ha penſatoil lodato Scrittore, dovrem ſupporre, che nel no-ſtro Monte vi ſieno colline, piu alte del ſuo Cra-tere; la qual coſa ſarebbe una baja, non eſſendo-vi in eſſo giogo più alto del ſuo Cratere. Fi-nalmente è da oſſetvare, che tutti i Fl loſofi deidiviſati partiti convengono nell' affermare, che!' ac-ue del Veſuvio non uſcirono tutte da una ſola par-te, ma dalla Plaga ſettentrionale, e dall! auſtrale; ed& queſta una delle piu forti raggioni, di cui ſi ſonovaluti queſt' ultimi Filoſofi per fortemente impugna-re l' antica Opinione della virtù attrattiva, e per via-più confermare il Siſtema delle Conſerve d' acqua.E noi veggiam diſcordare anche in ciò il fenome-no del noſtro Monte, le di cui acque traſcorſerotutte per la ſola ſua plaga orientale, ſendo tutteuſcite dalla bocca di eſſo, d' onde fino alla Pagaladi Giannicola, vale a dire per il tratto quaſi di ottomiglia, ſceſero ragunate tutte in un ſolo Torrente.Convengono pure i ſudetti Filoſofi, e Scrittori, chenel corſo di quell' incendio caddero dal Cielo di-rottiſſime pioggie, pelle quali, dicono, eſſerſi in-groſſati i Torrenti d' acque ſgorgate dal Veſuvio,onde caggionarono nelle Campagne di Napoli 11danno notabiliſſimo di pid milioni: Ma certo egliſie, che I' acque vomitate dall' Etna non furonomica accreſciute dalle pioggie, che non ne cadderoaſſolutamente in quel tempo: onde dobbiam giuſta-mente credere, che ſtata ſia ſorprendentiſſima, e qua-ſi diſſi immenſa la copia di queſt acque, che avernon poterono altro aumento, ſe non quel pochiſſi-mo delle nevi, che in quel bre v tempo poteronſidilieguare; e che ſia pur vero quanto s“ imaginò u-na Perſona prattica, che ſe] Etna vomitato avreb-be queſte ſuo acque nella plaga occidentale, ov