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bendimento Ia briga di mettere in chiaro con pidmaturo ſtudio queſto punto, m' accingo a ſuggerir-vi alcuni pochi rifleſſi per iſpiegare il modo comeſalir poteano l' acque ſudette dai cupi receſſi di Mon-bello, e sboccare dalle ſue fauel che 1 altra 5te del noſtro Fenomeno. 5 5Ben voi ſapete, ſecondo l ide en comune datac!dai noſtri Scrittori, che ſi ſoglia diſtribuire tutto ilvaſto Perimetro della noſtra Montagha in tre con-trade, o Regioni, delle quali è la ſeconda tanto pri-va d' acque, che il Fazzello non ſeppe altrimentieſpreſſarlo, ſe non col dire(4): Tbta hc Regio ex-tremà aquarum penuril laborat. Quivi non ſi veggo-no ſorgive d acque perenni, non vi ſono riyl di
qualunque genere, anzi neppure ſi tro vano acque
delle ſciolte nevi in qualche affoſſamento: e ſe pri-va cotanto ꝭ d acque la ſeconda Regione, argomen-tate voĩ quanto affatto ne ſia ſceveraà quell' altra,che la terza ſi appella, ove ſogliono i fuochi beneſpeſſo riaccenderſi, e coꝰ ſuoi 1 88 non ſolo info-carla, ma traforarla pure, e fenderla in mille parti.stabilire per tanto dobbiamo da que ſta certa premeſ-ſa, che non vi ſieno in ambe queſte Regioni dellEtna i Tubbi, o Sifoni, che ricerca a ſaggla Filoſofianei Monti, per mezzo dei quali c ile ſolerſi
su di eſſi alzare l' acque: Onde vano ſarebbe il ri-correre ai detti Sifoni, e Tubbi per iſpiegare il mo-do, come ſalirono queſt acque dalle baſſe voraggi-ni fino all' alto Cratere del noſtro Monte. Certo 1e parimenti, che in tutta queſt' Iſola non vi ftaMonte piu alto di Mongibello ad avviſo di Tuci-dide( 5 ſecondo con tutti i noſtri Storici ci aſli-cura il Signor Borelli(e e) celebre non men Filoſo-fo, che Metematico: Eius, dic ei, inſcgnis,&. por-
tentoſa eminentiss us ſuperat omnium Sicilis Montium.
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