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Discorso storico sopra l'acque vomitate da Mongibello, e suoi ultimi fuochi avvenuti nel mese di marzo del corrente anno MDCCLV / dal sac. Giuseppe Recupero
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che non ſolo aſceſero] acque per il vano del Mon-te in guiſa d' un groſſo Cilindro, ma che in taꝶforma pure sboccarono, e ſcorſero ſopra tutto i

Monte.. aMa tempo è gid di paſſare alla difamina dellanatura de! ſale, che trovai rappreſo nelle pietre,e macigni traſportati dall acque · E quantunque nonconvenga al preſente mio Piſcorſo trattare dei fuo-chi e dell' altre ordinarie produzioni, che ſi fan-no dalla Natura nel noſtro Etna, ſtimo nondimenodovervi raggionare di queſto ſale, per farvi chia-taàmente conoſcere, che non ſia ſtato queſto un ſalemarino, ſecondo falſamente ſi publicò nei primi tem-pi di que ſto avvenimento, ma un vero ſale minerale.Pivochiamo per ciò alla mente, quanto vi hò fatto ſo-pra oſſervare, che il ſale depoſitato dall acque inon-danti nelle pietre ſudette, ſia l' iſteſſo di quello, cheritrovai nella Sciara nuova(1). Vedendoſi adun-que, che il fale della nuova Sciara ſia minerale, enon marino; raggion vuole, che il ſale, di cui fu-rono impregnatiſſime I' acque ſudette, ſia ſtato purminerale. 55

5 3 i Non(1) Il ſale da me oſſervato nelle pietre della nuova Sciara, era tut-to d' un colore bianco, e d' un ſapore ſpiacevoliſſimo; ma quelloche trovai rappreſo nei buchi, o vaporarj alle falde del Monte Fl-nocchio era di colori diverſi, vale à dire bianco, roſſo, giallo, ed

auzurro; e di queſti ſali ſe ne conſerva colle pietre medeſime, allequali è aggrappato, una buona quantità ne' dovizioſi Muſei del Si-

gnor Principe del Biſcari, e dei Padri Benedittini. Nè queſtaè la

prima volta, che ſi ſono veduti nei Torrenti pietroſi di Mongi-bello i diverſi colori di queſti ſali, narrando il Carrera(Mongi-bello Lib. III. Cap. VIII,) che nell' incendio dell' anno MDOCX-5 XXIV. ſe he trovò una gran copia: 14 mag gior parte 2 del ſale 9edi color bianchiſſimo; ve n' e roſſo, gialla, aggurro, violato, evario di meſcolati colori, j quali par che prenda, dalle vene deimetalli. Cosi anche la diſcorre il Signor Borelli(de Incepd- Æt-

næ Cap. XVIII. pag 113.) la ove parla di tal dwerſità di colori,

che ſi oſſervò nei ſali della Sciara dell' anno MDCI XIX. dicen-do: Suntque, ut plurimum predicti ſales ammoniaci albi,& candi-cantes, licèt alicubi flavi, virides,& ſubrubentes appare ant, quicolores ex fodinis ferreis,& areis dependere videniur-