suo filosofare. Siamo certi però che il Porzio losuperò nell’ erudizione, e nelle dotte lingue , ilche rilevasi abbastanza, e a prima vista , leggen-dosi le'opere di quest: due filosofi, niente aven-do che fare 1’ eleganza del discepolo collo scrive-re del maestro,
Fatto ritorno alla sua padria abbracciò laprofessione di medico, e non istiede mollo a me-ritar tra^primarj della medesima luogo benanchedi distinzione. Égli fu uomo di sommo discerni-mento, di una prodigiosa memoria, e mellifluoparlatore. Sappiamo da Giangiusippe Origliaci))Ghe ottenne la cattedra della filosofia nella nostrauniversità degli studi, e resesi ben tosto celebrepresso tutti. £’ Origlia però non diedesi la penaavvisarci in qual anno fosse stato eletto a pub-blico cattedratico. Appena ci dice esser fiorito intempo, che fiorirono benanche Tommaso Sa~lemitano , Scipione Capere , Marino Freccia ,ed altri ( 2 ). Eppure egli * eh’ ebbe mano nell’ ar-chivio di nostra università, avrebbe dovuto dar-ei più specificate le notizie de’ professori , essen-do m buono stato a tempo suo il suddivisato ar-chivio.
Non sarà intanto vana mia congettura, che ilPorzio ebbe a meritar la cattedra, o un po pri-del i534 , o poco dopo dell’ anno stesso : <ìinfatti per detto tempo, come si .vedrà, era giàln molta riputazione, e la sua fama letteraria fis-