PEEDECIMA GIORNATA. 645
tempo della grandezza della repubblica d’Ainalfì; e lesuddette porte, furono ordinate con testamento da Pan-cone Viaretta , e fusersi a Costantinopoli ; sono al^esente lepiù antiche tra le non molte di bronzo, chea Uimiransi nelle chiese d'Italia , ma furon fuse in un’.Poca di profonda ignoranza pel rimanentedell’Europa .
sua campana fregiata di gotiche iscrizioni sembraInviare tuttora la voce de' mezzi tempi, solenne, ma-iconica, e piena di gloriose rimembranze. In questae niesa si radunavano gli elettori di tutte le città dellajj°stiera per eleggere il Duce o il Maestro de' soldatipila repubblica d’ Amalfi. Esso riceveva dal vescovo6 insegne della sua dignità , ed il berretto ducale , ilc Ui titolo è rimasto tuttora alla chiesa. Atrani sembraèrgere una mano a Minuri e l’altra a Amalfi , ed èlUel luogo , che il re Manfredi popolò di Arabi ; con-* e fva tuttora la sua africana fìsonomia. Alla forma dip triangolo, il cui vertice è fra le fauci delle monta-le, e la base su la spiaggia, prenderebbesi per un^artiere di Tunisi o di Algieri. La selvaggia pronun-.' a de’ marinai , il loro abito quasi moresco , le loroptoze.la loro figura ed i loro costumi mezzo barbarir ban le tracce della loro origine,e favoriscono in cer-0 modo la illusione. La deliziosa costiera , che va[ er peggiando, quasi per vezzo in cento seni volut-asi, nel suo fondo presenta sempre un ridente e gra-sso borgo , e questi furono i paeselli veduti da lun-l '.cioè Vietri , Raiti, Erchia , Minuri , Maiuri , e[ line Atrani . Nell" interno di que’monti che direb-a ,ls i le Alpi de’ nostri contorni, si spalancono dellepreture spaventevoli, e si elevano delle rocce smisu-tj- e crollanti, il cui capo sporge in fuori pallido e0|! s, o , ed i cui fianchi sono rivestiti di castagni e dia lv * I il lido è profumato da boschetti di limoni e dia , n ci.
r| cata in forma d’ anfiteatro: la sua rapida costie-*ue grotte , le sue rovine, le sue bianche case