€68 CSI & COSTUMI
mero di abbiette persone , che facevansi ascendere atrentamila , molte di quelle campavano come belve ,senza casa e mal coperti, dormendo nel verno nellecave, allo scoperto per la benignità del cielo nellastate , soddisfacendo agli usi della persona senza i ri-tegni della vergogna- Cotesti dissersiLazari, voce tol-ta dalla lingua de’ dominatori, i quali prodotta nelluogo la schernita povertà, ne eternarono la memoriaper il nome. 11 Lazaro, che dagli stranieri dicesi Laz-zarone ignoraaffatto gli stimoli e le molestie di quantonoi chiamiamo spirito di previdenza : se il caso gliprocaccia un più largo guadagno, e’ solo mangia tuttoin un giorno; e dico mangiare, perchè il vero Lazza-rone non conosce altri pensieri, altri bisogni; suo ci-bo prediletto sono i maccheroni, e a mangiarli consingolare destrezza , si vale delle dita.
Se il Lazarone è felice in tutti i tempi, subbentraaltro scrittore , in estate è invidiabile. Esso è indi-pendente , senza speranza , senza timori, dimenticodel passato, non curante dell’ avvenire: levasi di buonora, nè ha mestiere di spendere lungo tempo a vestirsi,mentre è in succa, o con berretto frigio,scalzo e godedel fresco del mattino. La sua prima cura si è quella,e ciò è nei più , della propria salute , ma non medi-ci , non medicine, non polveri d’oltramonte, nonrare e costose bevande esso impiega. La sua panaceauniversale è l’acqua solfurea ; pone la bocca in unapicciola boccia, e ne beve a sazietà. Se vuol bagnarsitutto il mare è suo: i camerini sono inutili per lui, nèalcun cameriere picchia alla porta dicendogli che l’oraè passata. A procacciarsi il vitto o aiuta un vendi-tore a scegliere le frutta, o trasporta la spesa d’uncuoco, o spazza la stalla d’un cocchiere o distribuisceun qualche foglio periodico, e che so io? Assicuratoil suo pranzo indrizzasi alla bettola , o in città, o incampagna; alcune volte rallegra la brigata co’suoi rac-conti, altra volta sdraiato'all’ombra di qualche frasca,non ha altra compagna, che la sua carafa. Dopo U