a36
nee,ehe possono dirsi quasi omogenee ; quelle peròche appartengono propriamente al Yolcano accesosono assai composte, e molte di esse in una manie-ra molto considerabile.
Sembra che le materie delle lave nell’ interno delglobo debban trovarsi in ammassi solidi , e conti-nuati. La solidità ha luogo sempre nelle antichedeposizioni. Le sostanze potevano liberamente eserci-tare le reciproche attrazioni dalle quali nasce lacompattezza. Poste al di sotto di altri strati, il peso,la pressione,ed altre cause di analogo effetto avran-no potuto scacciari; dal mezzo delle particelle il fluidodissolvente , e far seguire 1’ adesione. Finalmente sefossero nello stato terroso , 1’ incendio arrivato unavolta non estinguerebbesi mai più, mentre nello statodi rocce l’azione ignea non potrà estendersi che auna distanza limitata oltre alla quale le sostanzepietrose non potranno essere liquefatte che in altrefornaci accese tra esse da nuove fermentazioni. Lacompattezza non può essere di ostacolo invincibilealla operazione voleaniea. Nelle nostre fornaci noiveggiamo fondersi con f'acilezza le masse le più gran-di, e negli incendj delle miniere di carbon fossilest trovano ridotte a lave, e a scorie, le masse con-tinue di pietre che formavano i recinti dei foco-lari (t).
Ho strappato a viva forza con grossa punta diferro dall’infuocato torrente molti pezzi di esso, deiquali ho ottenuto il raffreddamento in pochi secon-di versandovi sopra dell’ acqua. Ho trovato la lorosuperficie sparsa di cristalli di fclspato, e di pirosseno
(i) G. A Deìuc ha confutala 1’opinione del Sig. Pafvin soprat origine pneumatica delie lave, Journ . de Physicj . rnars i&u.