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clie linee alla superficie , e affano inlatto in tuttoil resto, ancorché esposto a tutta l’azione della lavaardente da dopo che fu strappato dai strali sotterra-nei dove esisteva. Gli argomenti addotti per provarela somma intensità si fondano tutti sopra fatti maleosservati , sopra induzioni erronee, sopra effetti ma-le giudicati. Io farò osservare soltanto che il piùforte tra essi è la lunga durata della liquidità, e dellaincandescenza della lava; ma questo fatto che nonpuossi portare in dubbio, noti può essere giammaiprodotto da una quantità immensa di calorico accu-mulata nel torrente infuocato; ancorché vi si sup-ponesse, questo fluido così pronto all’equilibrio nonvi potrebbe dimorare per dieci, e più anni comesovente accade. Un tal fenomeno deve attribuirsiall’ essere le lave, come tutte le altre materie arsic-ce, e vetrose, cattivi conduttori del calorico. Tostoclic è cominciato alla superficie il primo raffredda-mento , lo strato addensato forma un ostacolo al con-tatto dei corpi freddi , ed all’ ulteriore dissipamentodel fluido igneo che esso non conduce se non checon estrema lentezza al di fuori. Si passa sopra lalava fluente appoggiando i piedi sopra pezzi di pie-tre che vi si gettano sopra : si cammina francamentesopra la scorza mentre al di sotto cola ardente. Que-sti fatti, ed altri simili da me già rapportati , pro-vano quanto ho asserito. Ogni strato che si addensaforma progressivamente nuovi ostacoli alla sostanzache vorrebbe slanciarsi , e concentrandola semprepiù non permettono il suo passaggio che molto assailentamente.
Lo spavento che imprime all’ anima la scena diun volcano in azione, la più grande che la Naturapossa offrite allo sguardo dei mortali : la vista deifiumi ardenti , e gorgogliami che scappano da^ogni
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