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Versione libera.
Silvano Dio, che mezz’ascoso alberghiDentro frassino sacro ! Oh tu di questoOrto sommo Custode 1 , ah lieto accogliQuesti eh’ io porgo a te carmi devoti.
Che a noi per valli e alpine genti avvolti,
Ed ospiti del tuo bosco odoroso,
Tu fausto sei, mentre qui il dritto io rendo,
E la ragion di Cesare amministro.
Tu fa che in un co’ miei salvo tornandoA Roma, i campi dell’Italia io possaColtivar, te propizio. Ecco già milleGrand’alberi sacrar giuro al tuo nonio.
Voto di T. Pomposo Vittore,Proconsole nel Tribunato di Augusto ,
«Lo strano è che questi versi si tro-vano replicali in un’altra lapide locataall’uscio di quel sotterraneo, ma in vecedi T. Pomponii ecc. si legge locando,o Jocundo Chryserotis Caesaris ser.Faustini disp. Vicar.
« La strada passa quindi per un’orribilegola ove le rupi talmente s’approccianoche l’Isera appena trovali varco
Tra i due pareli del duro macigno.
« Essa appellasi lo Stretto del cielo,perchè altre volte la via passava in fondoall’ abisso sopra una cornice rasente alfiume , sì che appena discernevasi in altoun tratto dell’ azzurra volta celeste.
« Costeggiando sempre l’Isera , nonpiù sepolta nel fondo , ma raffrenata daforti e belli argini lungo la strada , sigiunge finalmente in Moutiers , capitaledella Tarantasia .
« Moutiers s’asside in una conca for-mata dal raìlargamento de’ due braccidi montagne che corrono lungo tutta lavalle dell’Isera , e che sì forte si rappres-sano al di suso e al di sotto di Moutiers ,che l’improvviso aspetto di questa pic-cola ma vivace città, all’uscire da ma-linconiche gole , reca nell’animo di chivi arriva un insperato senso di gioja.Que’ dirupi, che cingon la chiostra, non
sono lontani : l’orizzonte è ristrettissimo.Nondimeno la ricca vegetazione dellependici, e le varie e vaghe lor piega-ture, rendono i contorni di Moutiers piacenti allo sguardo.
«I vescovi, poi arcivescovi della Ta-rantasia posero assai per tempo la sedeloro in Moutiers. Carlo Magno , meteorache ruppe per un istante la lunga nottedella barbarie, lasciò nel suo testamentoun legato a ciascuna delle 21 chiesemetropolitane del suo impero. La chiesadi Moutiers in quel documento è locataappresso la chiesa arcivescovile di Vien-na nel Delfinato.
«Moutiers racchiude 1800 abitanti alpiù ; è ora sede di un vescovo.
Essa è rinomata per le sue saline.« Mezz’ora distante allato a’ tugurii delvillagio di'Salins veggonsi le fonti sotter-ranee delle acque salate. Acconci cana-letti le conducono sino a Moutiers , ov’ èla grandiosa fabbrica per cavarne il sale.
« Questa fabbrica è costrutta e distintain varie parti, e sono : quattro edifiziidi graduazione, forniti di rami di spini;uno detto, fornito di corde; tre grandicaldaie pel cristailizzamento ; sei magaz-zini di sale.
« L’acqua , alla scaturigine, non con-tiene che una parte e mezzo di sale ognicento sue parti. La rattengono da primain un ricettacolo, ove, stando in riposo,prende a svestirsi delle fecce terree.Quindi la guidano negli edifizi di gra-duazione, ov’ è tratta in alto da trompe,poi fatta spandersi giù per rami di spiniammontati l’un sovra l’altro, sì chevengono a formare certi muri rettilineie perpendicolari, alti quai 7 , quai gmetri , e lunghi più di 1000 metri, intutto.