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5 (1838) Stati del re di Sardegna / per cura di D. B. [Davide Bertolotti]
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STATI SARDI

« Questi rami prendono la figura distalattiti per la molta selenite che losprazzo vi posa. Purgata , o, come di-cono, concentrata di tal forma l’acquadal sedimento fatto e dallo svaporamento,vien traslata nell’ edifizio delle corde,lungo le quali le fan nuovamente goc-ciare con ingegnoso artificio, onde viep-più si terge e concentra. Le quali fatturela conducono ad essere impregnata disale dal 17 al 20 per cento. Allora latravasano nelle caldaje , ove, mercè deisoliti metodi, si spiolgono in vapore leparti acquee , si addensano e cristalliz-zano le salse.

« La fabbrica , sì come ella è al pre-sente, produce dai 7 a io mila quintalimetrici di sale ogni anno. La qual diffe-renza di prodotto deriva dalla maggioro minore umidità dell’ atmosfera , neglianni diversi. Il profitto di queste salineappartiene allo Stato; e sopravanza deldoppio la spesa.

« Questa fabbrica, guardata dall’alto,si appresenta in aspetto scenico e singo-lare. Il torrente , i suoi argini, que’lun-ghi canali, gli edifizii di graduazioneche in distanza appaiono antichi acque-dotti anneriti dal tempo, le acque cheHe distillano, l’ampio recinto, i magaz-zini ben construiti, il vasto complesso ,m fine , di tutte queste parti diversepiacciono all’occhio per la novella e pe-regrina mostra che fanno, ed alla menteper l’idea de’ molti operai che traggonoda questi lavori vitto e mantenimento.

« Le acque calde e medicinali dellaferriere, dette più comunemente di Bri-de dal nome del villaggio vicino , sor-gono nella valle del Dorone, lungi unalega da Moutiers .

« Yi si ascende per una strada che

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costeggia quel torrente sulla destra suariva. La pendice da questo lato è lietadi vigne. Il monte dall’ altra sponda lus-sureggia di verdi cespugli , e di altissimialberi. La sorgente sgorga quasi nell’an-tico letto del torrente, da’coi insulti laripara un grosso muro. Le acque dellaPerriere scaturiscono calde dai 28 ai 3 ogradi (R). Esse contengono molta ma-gnesia, alquanto di ferro, alquanto dizolfo, se pure è vero, e sono mediocre-mente impregnate di gaz«.

Queste acque cominciano ad esseremolto frequentate nella bella stagione,ed una bella casa in pietra sta per ricet-tarvi i beenti e i bagnanti.

CC Chi ha vaghezza di peregrinazionialpine può da questi luoghi salire la valledel Dorone, indi poggiare alle falde delmonte Iserano, scorrere le Alpi Cozie dalle solitarie fonti dell’Isera sino a quellepiù alpestri dell’Arco , e per la valle diBellariva , dalla Morienna ricalare nellaTarantasia . La botanica, la geologia, lamineralogia ritrovano scientifici tesori inque’profondi valloni, per quelle scoscesependici, in su que’ gioghi ermi e remoti.Spaventevoli ghiacciai, furiosi torrenti,burroni, caverne , solitudini, orrori sialternano colà con latissime vedute dimonti imposti a monti, e col frequenteincontro di pascoli ov’ errano armenti,di casette di pastori, di cerulei laghetti,di foreste folte ed annose «.

Da Moutiers sì scende all’Ospitale ca-lando per una valle in cui scorre l’Isera ,e che vien fatta assai romantica dallostretto di Serran e dalle rovine de’ castellidi Brianzone , quasi velate dall’ederache serpe intorno alle mura cadenti. Nèmancano in questo tratto di strada ele antiche torri, e cascate d’acqua e i