STATI SARDI
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cadenti, ed il bruno colore de’ pini fabella contrapposizione alle argentee acqueche sbalzan dall’ alto. Anche nelle orepiù calde spira in queste fauci un ventofreschissimo, e la notte vi stende un'oraprima il tenebroso suo velo.
« La gola dilatasi finalmente, e formauna valle ricca in naturali curiosità. Alprimo venir fuora dallo stretto scorgesi^nell’alto a sinistra un gran pertugio inmezzo alla rupe : è la bocca della cavernadi Bai ma.
« E qui s’incomincia a scernere ciòche poi riscontrasi ad ogni passo nell’altoFossignl : voglio dire la diligenza conche i natii appianano le difficoltà al viag-giatore , e lo allettano a visitare ognipellegrinila del loro paese, purché nongli pesi il pagare. Guide, fiaccole, rimessepe’ carri, rinfreschi per chi scende asse-tato e stanco , tutto è in pronto lì sullastrada. Nè mancano pure i cannoncinigià in assetto e carichi, se vi pigliagusto di sentir l’eco ripetere molte fiateil rimbombo de' colpi ; e prolungarlopei concavi seni de’ monti.
« La grotta di Balma, all' indentro ,sembra, quivi uno stretto àndito, piùcolà una vastissima sala. Le stalattiti cheincrostano le interne pareli, i cristallispatici, che quà e là ne formano il pa-vimento, lo splendor delle torce che senriverbera di sopra , di sotto, d’intorno,la profondità della grotta in che si viag-gia a lunga , ed il pensiero che dugentotese di rupe vi s'innalzan sul capo, met-tono in molo la fantasia , e riducono amente quelle spelonche, ove i romanzidel medio evo faceano correre si straneavventure ai Cavalieri della Tavola Ro-tonda, ed ai Paladini di Carlo Magno .
« Agli antecedenti orrori succedono
limpide e vive fontane, che abbondevo-lissime ed improvvise scaturiscono dalpiè della rupe , ed alimentano praticelliingioiellati di fiori, in sui quali 1' occhiodilettevolmente si posa.
« Le placid'ombre e le lucide fonti diMagland sono celebri tra i viaggiatori.Per qui passando , dice un di loro, l’uo-mo si crede trasportato ne’ poetici paesidescritti dall’ affettuoso Gesner , e dall'immaginoso cantore delle Stagioni.
« Tre quarti di lega oltre Maglandprecipita da ottocento piedi di altezza ilNant di Arpenaz. In lontano questa ca-scata ha sembianza di un nastro d’ ar-gento che si spieghi verticalmente sopraun bruno dirupo. Le sue acque, conversein vapore prima di giugnere nella concada loro scavata, presentano allo sguardo,secondo il girar del sole, varie iridi con-centriche , assai vaghe a rimirarsi peivivaci ed armoniosi loro colori.
« Il ponte di pietra, che congiungele due rive dell’Àrva tra San Martino eSallanca, è l’ottimo de' siti per contem-plare in giusta distanza la testa e lespalle del gigante delle Alpi .
«Questo monte, detto Bianco dalleeternali nevi che gli fanno stola e cap-pello , sorge affatto in prospetto al pontedi San Martino. Nell'ora che il sole in-vermiglia ed inaura tuttavia le sue gelidevette , mentre la sera già imbruna >levalli di sotto, la magnificenza dello spet-tacolo vince la possanza dell’umano di-scorso.
« Sallanca è piccola città , frequentedi popolo, ed opporlunissimamente si-tuata. Le fiere annue, i mercati delsabbato vi mantengono un profittevoletrafficò con Ginevra e co' paesi vicini,I viaggiatori che ascendono ai ghiacciai,