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Pubblicità.
pubblici, cd ogni cittadino venga ammesso ad esa-minarli ed a farne degli estratti. E noi siamo d’av-viso, che i torbidi accadati di fresco nell’altro Ap-pcuzello, e quelli avvenuti non molti anni fa in altrerepubbliche svizzere, non avrebbero forse avuto luogose i governi, ad imitazione dell’ Aargoviano e delVodese , avessero costumato di far palese a tutt’il Can-tone il loro operato; cliè la calunnia può tentarsi conprofitto contro ciò eh’è o segreto o poco noto, manon prevale contro quello che sta sotto gli occhi ditutto il mondo. Una sorta di non dispregevole pub-blicità si è pure quella, per cui a Ginevra vien fattoalla stampa di poter non solo ragguagliare i citta-dini delle risoluzioni del consiglio legislativo , ilche si risolve certo in poco bene, ma altresì diesporre e 1’ opinione emessa da ciascun membrodi quello , c le proposte fatte da questo o daquel rappresentante, e la maniera tenuta, e il ri-sultato di voti co’ quali una cosa fu o accettata origettata. A ciò non si riduce in vero la pubblicitàonde ha mestieri uno stato ben costituito a gover-no rappresentativo, ma pure è già qualche cosa dibuono. Se non altro possono così li committenti venirfatti consapevoli in qualche parte della quantità di abi-lità e di zelo, cui dispiegano i loro deputati a’ supremiconsigli. Essendo in vigore siffatta costumanza nonè troppo facile clic ottenga rielezione quel rap-presentante, che o per interesse o per vile accon-discendenza, o per inescusabile ignoranza e dap-pocaggine dà il suffragio contro ciò che il doveregli prescrive. Giova ora sperare che la saviezzade’ governi svizzeri non tarderà a far godere a’ cittadi-ni di questa libera federazione, tutta quella pubblicità