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Le^'gi cri«ali.
certi Cantoni , dove pare più economico partitosbandire i condannati che rinchiuderli in case didetenzione, e non si cerca altro. La pena di morte inpiù Cantoni si pronunzia anche solo per delitti controle proprietà. In generale invalse e dura tra gli Svizzeriuna opinione, che non guida a buon termine, e rpiestaè che a prevenire i delitti basti fulminare le più terrribili pene contro i loro autori. Ma egli s’ingannan oa gran partito. Ragiona coerentemente all’ esperienza ilGioja (i) dicendo: « Il mezzo più efficace per estirpa-« re i delitti dalla società consiste meno nel rigor delle« pene che nella loro infallibile certezza. Se la sorve-« glianza è continua, estesa , distribuita in modo cheil delinquente vegga ovunque degli occhi attenti“ a spiarlo, delle mani pronte a legarlo, delle armi“ bastauti per reprimerlo, la tentazione del delitto« sfumerà nel di lui animo « Il miscuglio delle fun-zioni politiche e delle giudiziarie, già da noi mostra^to e censurato in più luoghi, fa che in più Cantonipossa la passione influire ne’ giudizj e nelle condan-ne sia civili che criminali. Sono pur troppo celebrile parziali sentenze, state pronunziate ne’tempi scor-si , in occasione delle cause de’ Schuhmacher e dei’Lurlauben a Zug , de’ Zelwegher e de’ Welter nell’Appenzello Pdiodes-Esteriori, de’ Suter e de’ Geigherne’ Rhodes-luteriori, de’ Meyer e de’ Schumachera Lucerna e di molt’altre. Non ha guari, a quantinon riuscì scandaloso il processo intentato a Lu cerna contro i consiglieri Pfiffer e Carragioni ? aquanti non recò stupore il contesto della sentenzache dichiarò innocenti i due magistrati l a quanti
0) Vedami gli Elementi di filosofìa. (3.za cdiz.) T. II. a carie 191.