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Statistica della Svizzera / di Stefano Franscini
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Noi dobbiamo confessare che una malintesa eco- P*'nomia fa sì che in più parti della Svizzera il sistemadelle carceri sia del tutto biasimevole. Qui non si hail dovuto riguardo a chi si trova accusato, ma non peranche convinto di delitto : là non si fa distinzionebastevole tra i dannati per delitto correzionale e quelliper criminale: in parecchi luoghi sembra che non sipensi ad altro che ad infierire contro il delinquentee cagionargli tutto il male possibile , inasprirlo, levar-gli il sentimento dell’ onoratezza se n 1 avesse e farloconvivere con uomini sommamente perduti. Per que-sto poi è divenuta opinione generale, che l’uomo alsuo uscir di prigione è fatto peggiore di prima e quindipiù acconcio a nuovi delitti. Uno de 1 non piccoli vantidella moderna filosofia è certamente quello di averepredicato a’ governi un sistema di carità utile al poverocondannato ed alla società nella quale deve rientra-re. Avveduti e caritatevoli magistrati pensano oramaial tempo in cui l’uomo detenuto sarà posto in libertà,e procacciano di fare che in tal epoca egli si trovi di-venuto migliore. Questo non si ottiene già pascendotroppo largamente il carcerato, come praticasi in piùnostri Cantoni, dove non pochi paesani e artigianivivono meno bene, e dove perciò la sorte del detenu-to è suscettiva di essere invidiata da chi non abbiatroppo forte sentimento di onore. Ma ciò si conse-guisce obbligando il condannato a una vita per regola,perseverila e per solitudine tutt’ altro che invidiabile 5ma nel tempo stesso utile al detenuto ed alla so-cietà. Si procura di far acquistare al reo l’abitudineal lavoro ed anche un buon mestiere se dapprimanon ne aveva, e si mette in possesso d’una sommapiù 0 meno considerevole, frutto del terzo o del quar-to del lavoro da lui fatto nella detenzione. I carcerati