al vecchio padre, ed andonne in cerca di piùgrande imperio nel vicino continente. E se-condo che si raccoglie dal racconto dello stessopoeta,sembra che avesse quegli condotto secolui la gioventù più scelta e valorosa , ed inprima occupate quelle terre del continente, do-ve scorreva il fiume che fu nominato Sarno ;ed avesse poscia esteso il dominio dalla bandaverso settentrione. Talché è scritto che ei di-venisse re de’Serrasti e delle genti che vive-vansi lunghesso il Sarno ;e che appresso di poidi Batulo , di Rufra , di Celenne e de’ feracicampi di Avella s’insignorisse, (i)
XVII.E quanto alle costumanze della gentemedesima, contuttoché ne fossero state mede-simamente spente insieme cogli altri fatti lememorie , ne è rimaso pure appo il poeta sumentovato come un frammento delle antichefogge de’guerrieri di quella gente. Dalla rela-zione di cui si appara che egli andavano co-verto il capo di suveri scortecciati per celate;e per loro difesa avevano alla sinistra de’broc-chieri di metallo. E quanto alle armature peroffesa , andavano armati di mezze picche allatedesca e di stocchi a lato. (2^) Delle quali ar-
( 1 ) . . . . Palriis sed non et Jilius arvisContentili , late iani timi dilione premebatSarrasles popitlos , et quae rigai aequora SarnusQuique Rufas,Batultnnque tenent alquanta CelennaeEt quos nialiferae despectant moenia Abellae. 1. c.D) Teutonico ritu soliti torquere caleias.
Ricerche storiche. i 5