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ti contro al padrone,e quelli a chi fossero man-cati i nemici esser Appressi dagli amici.» (i)
IV. In istato così fatto le varie provincie d’Etalia si dimorarono quasi duranti tutti i regnide’romani imperatori. E perciò, fermandoci inparticolare agli ahitanti del nostro Cratere, lecittà singolarmente di Napoli , di Sorrento diPozzuoli e di Coma mai furono esenti dai malidelle guerre, e dalle devastazioni e dagli spo-gliamene onde le rimanenti provincie di quel-l’imperio erano travagliate. E fino alla divisio-ne dell’ impero romano alla morte di Teodosio corrente il secolo quarto, noi non leggiamo chesempre nuovi spogli e novelle straggi nelle terree nelle città ; e le cose pubbliche di quelle sof-ferendo varie vicende sotto i diversi dominantie tiranni che le regevano, per l’anarchia ondespesso erano desolate, caddero affatto in rovina.
V. Nella fortuna stessa pare doversi opinareche si trovassero le isole di questo stessoCraterein tali tempi. Ma la storia delle vicende loroparticolari, ne è affatto ignota. E singolarmentedella nostra isola di Capri niente ci rapportanogli scrittori. Tuttavia è d’ uopo congetturareche seguitando essa a mantenersi sotto il do-minio degl’ imperatori romani,come patrimo-nio d’Augusto , avesse per ventura seguitato adesser quale la lasciammo sotto di Commodo unluogo pe’ deportati e pe’malfattori; e dove forsemolte vittime di tanti scellerati imperatori ne
(i) Discorsi. Lib. i. Gap. x.
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