EIB ARO Q ART o. 126L AVTTORE ALLI LETTORI.
EN TGN O lettore, hauendo io apparecchiato alcune regole nel. Areſpitettu-ra. preſupponcndo che non pur gli clouati ingegni l habbiano ad lutendere maogni mediocrę ancora ne poſba iſſer capace, ſocondo che piu& meno ſard elia tal arte inclinato: lequai regole ſono in cinque libri diuiſe ſi come qui diſottoſard notatoʒ poi che ſuggetto il comporta, ho noluto incominciar da quertN J arto dibio a mandarle fu ort, ehe& p' pro hoſito,& piu neceſſario de gli al-tri per la cognition delle diſſerenti manlere de gli ediſicij,& de loro ornamenti. Di tutto quello,che noi trouarete in quefto libro che ui piactia, non darete gia laude a me. ma ſi henè al precettormio Baldaſſur Petruccio da Siena: ilqual fu non ſolamente dottiſſimo in guet arte& per tcorica,¶ per pratica; ma fi ancor corteſe,& liberale aßai; inſennandola a chi ſe ne d dilettato:&maſſimamente a me, che quefto, quanto ſi ſia, che io g, tutto riconoſco flalla ſua henignitd,&col ſuo eſempio intendo eſarla anch io con quelli, che non ſi ſdegneranmo a prenderla da ine: aſſinche ciaſcuno poſa haner qualche cognition di queft arte, che non ł men diletteuole all animo, pen-ſando a quel, che ſi ha à fare, che ella ſi ſia a gliocchi, quando ella? fatta. Laqual arte per la vir-u de famoſi,& eccellenti ingegni, che ho nominal i; coſi goriſcè in guefto nortro ſecolo, come ſiac eſze la lingua latina al tempo di ĩulio Ceſare,& di Cicerone. Prendete adunque con animoallegro,& gentile, ſe non l effetto; almen la uolontd, che certo ho hauicta grandiſſima, di ſatisfar-ui in queſta fatica:& doue conoſcerete, che le mie forxę deboli non habblano potuto ſopportartanto peſo, pregheretè ĩ piu robuſtiche per mè lo ſaſtenghino,& ſuppliſchino in quello, done io ſa-o mancato. a f
Nel prinio libro tratterò de principij della Ceometria,& delle uarie interſecation de line, iutanto che]. Architetto potrd render buon conto di tutto quello, cgli opererd. 5
Nel ſecondo dimoftrerò in diſegno,& in parole tanto di proſpettiua, che uolendo gli, potra
aprir il ſuo concetto in diſegno uiſabile..
Nel ter⁊o ſi uedrd la Ienograſta cioò la pianta: la Ortograſia, che& il diritto: la Scingrafia, cheviene a dir lo Scorcio della maggior parte de gli edificij, che ſono in Roma, in Italia,& fuori, dili-gentemente miſurati,& potfoui in ſcrittò il logo doue ſono, el nomeè loro. f
Nel quarto, che& queſto ſi tratterd delle cinque maniere delſtediſicare, e de gli ornamenti ſuoiʒToſcano, Dorico, lonico, Corinihio,& C ompoſito,& con quefle s abbruccia quaſi tuita larte perla cognitionè delle coſe diuerſe.
Nel quinto diro de molti modi de tempiß diſegnati in diuerſe forme, cioè tonda, quadrata diſei faccie, di otto faccie, ouale, in croce, con le lor pianteʒ i diritti;& i ſcorci diligenteinente mi-ſurati. 5
Hor, per meglio proceder con ragioneuol modo, darò principio dal pin ſodo,& meno ornato or-dine cioè dal Toſcano che& il piu ruſtico, el piu fort e.& di minor ſottigliex xa,& gracilita. 8
Oli antichi dedicarono gli edliſicij agli Pei, accommodandoſi a que lli ſecondo la lor natura robu-Fta, o dilicata: come lopera Dorica a Gioue, à Marte„& ad Hercole queſte ſi fatte forme ori-che dall huomo togliendo:& la Jonica a Diana, ad Apolline,& à Bacco, lopera tegliendo dallaforma matronale, che partecipa del robutto:& del dilicato. Diana, per la natura fe xiixil,è te-neraßma per leſercit io della caccia ꝭ robucta: coſi Apelline per la ſua belleʒqaè molle: nondime-no poi robuſto per eſſer huomo. il medeſimo dico di Bacco, ma la maniera Corinthia tolta dallaſorma uerginale volſero che foſte dedicata alla Pea H efla freſidente delle Vergini. Ma in que:li moderni tempi a me par di procede: per altro modo, non deuiando però da gli anttehit uoglio dive, che ſeguitando i caſtumi noftri Chriftianiʒdedicherò, in quanto per me ſi potrd, gli ediſici ſacri,1 ſecondo