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Tomo ottavo.
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r»6 Didone

Sei. ( A questo ancor tu mi condanni,

o forte ! )

Dirò, che fida sei,

Su la mia riposa $

Sarò per te pietosa ,

( Per me crudel sarò . )Sapranno i labbri mieiScoprirgli il tuo desio .

( Ma la mia pena, oh Dio ,Come nasconderò ? ) (i)

SCENA IV.

Didone, e Osmida.

Arbace , qual vuole ,

Supplice, o minaccioso; ei viene in vano;In faccia a lui pria, che tramonti il Sole,Ad Enea mi vedrà porger la mano.Solo quel cor mi piace.

Sappialo Jarba .

Osm. Ecco s appresta Arbace .

(i) Parte ,

SCENA