r»6 Didone
Sei. ( A questo ancor tu mi condanni,
o forte ! )
Dirò, che fida sei,
Su la mia fè riposa $
Sarò per te pietosa ,
( Per me crudel sarò . )Sapranno i labbri mieiScoprirgli il tuo desio .
( Ma la mia pena, oh Dio ,Come nasconderò ? ) (i)
SCENA IV.
Didone, e Osmida.
Arbace , qual vuole ,
Supplice, o minaccioso; ei viene in vano;In faccia a lui pria, che tramonti il Sole,Ad Enea mi vedrà porger la mano.Solo quel cor mi piace.
Sappialo Jarba .
Osm. Ecco s’ appresta Arbace .
(i) Parte ,
SCENA