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Dopo il poco che il Baldinucci accenna di questo fatto, sen-tiamone adesso l’istoria rilevata da alcuni frammenti di notizie ap-partenenti a quell’affare, esistenti presso di me manoscritte, dellequali riconosco in dono l’originale dalla gentilezza del Nobile, edEruditissimo Sig. Giuseppe Bencivenni già Pelli; quali notizie ri-porterò per esteso.
Breve sunto di tutto quello si è fatto per li disegni dellafacciata del Duomo dopo V ordine dato dal SerenissimoGranduca nostro Signore al Senatore Giuliano Bagnesiin questa parte Loco-Tenente di S. A. S. nell ’ Accademiadel Disegno
In primo luogo sotto il dì 4- Novembre i634 si dette ordi-ne che si mettesse tutti i Disegni della facciata tanto moderni cheantichi in una stanza del Palazzo Vecchio per ciò deputata, sic-come fu fatto.
Adi 1 4> Novembre 1 634-
In secondo luogo essendosi congregati l’Illustrissimo Signo-re Loco Tenente M. Giuliano Bagnesi, Iacopo da Empoli, e Fran-cesco Pietratti Consoli, con gl’ infrascritti Signori Accademiciper trattare sopra il negozio della Facciata , i nomi dei quali sonoquesti cioè, i Sigg. Cav. Passignani, Benedetto Radii, Alfonso Pa rigi , Pietro Tacca , Gherardo Silvani , Gismondo Coccapani, eFrancesco Generini, ( Matteo Nigetti , Baccio dei Bianco, Bene-detto Tarchiani, Assenti ) Gio. Batista Pieratti.
Dopo aver visto tutti i disegni sì antichi come moderni de-liberarono, e deliberando ordinarono, che lutti gli sopraddetti chehanno operato concordemente passassero a eleggere e deputare undisegno quale a loro fosse parso più atto e capace per detto lavo-
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