AI LETTORI
]N[on so dispensarmi dal rendere un giusto tributo di lagrimealla memoria dell’ottimo giovine Tommaso Barbalonga, che un’im-matura morte tolse inaspettatamente alle speranze de’suoi amicied alla tenerezza de’suoi genitori.
Nacque egli in Firenze il dì 8 Maggio 1793 da GiacomoBarbalonga Palermitano, ma domiciliato da molti anni in que-sta città , e da Anna Cioni Fiorentina. Il nostro Tommasofu educato allo studio dell’ Architettura , avendone appresi glielementi, non meno che le Matematiche, da vari maestri; mavolendo spingere più avanti le sue cognizioni , e trarre unmaggior profitto da’ suoi talenti , fino dal 181 3 si era ascrittoal ruolo degli alunni di questa celebratissima Accademia diBelle Arti sotto il valente ed erudito Sig. Professor Giusep-pe del Rosso . Si esercitò quindi, per consiglio del medesimo,nell’ incisione in rame, ed unito in società con i due suoi con-discepoli ed amici Angiolo Cappiardi e Giovanni Silvestri, dise-gnò ed incise insieme con questi a bistro vari paesaggi, alcune ve-dute della nostra Città e de’suoi contorni, non meno che alcuneprospettive teatrali d’invenzione. Avendo io affidata ai tre nomi-nati soggetti l’incisione dei rami architettonici che adornano la pre-sente opera, potrà ognuno vedere con qual lode egli se ne disim-pegnasse in quei che portano il di lui nome. Non ha egli avuta