neppure la consolazione di veder coronato il suo lavoro CQlle dovu-te lodi degl’intendenti. Invida morte ce lo ha rapitola sera del 19Febbraio passato, nella fresca età di anni 26, dopo pochi giorni diuna fierissima febbre biliosa, prima che l’opera presente vedessela luce. I di lui desolati parenti non avevano ancora asciutto il ci-glio per la recente perdita dell’ altro unico suo fratello Luigi, mortonel Settembre del 1816 all’ età di anni 21, giovine ancor esso digrandi speranze nella Pittura , eh’ egli esercitava con sommo plausosotto la direzione del valentissimo Sig. Cav. Pietro Benvenuti , ilquale ne deplora tuttora la perdita. I loro inconsolabili genitorisono rimasti ora privi affatto di prole, allorché appunto comincia-vano a raccogliere il frutto delle loro cure. La soavità del caratteredei detti due giovani, le dolci loro maniere, gli rese cari a chiun-que gli conobbe, e le Belle Arti han perduto due soggetti i qualiavrebber contribuito col loro vivacissimo ingegno a rendere viemaggiore la gloria della nostra Città.
Se l’opera presente potrà aver la fortuna di passare alla po-sterità , è per me una dolce lusinga che il nome del nostro Tom-maso Barbalonga non sia per essere obliato, finché saranno ammi-rati i rami N Q . 5 . 6. 8. e i4 di quest’opera, gli ultimi e forse isoli eh’egli abbia con tanto impegno condotti, e dai quali conosceràciascheduno a qual punto egli fosse arrivato nell’ arte sua.
Gius. Molini.