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DELL’ARCHITETTURA
Dorici sono molto più larghi del vivo della colonna; prati-ca mostruosa specialmente in quelle figure convesse, dove Iostrapiombo degli architravi è più cospicuo.
Onde in generale ia quantità, la proiezione, l’altezza, ela ricchezza delle parti deve crescere in ragione della deli-catezza degli Ordini .
I rapporti finora esposti negli Ordini non si stabilisconocome regole precise, in guisa che di qua e di là non si diapiù niente di bello, nè si dia più salvazione.
Quasi tutti gli Autori da Vitruvio fin qui dettano regolediverse, e ciascuno prescrive le sue dogmaticamente colla pre-sunzione, che ognuno pieghiti collo, e le seguiti alla cieca.Ma se si mettono in confronto i più nobili monumenti dell’antichità, si troveranno tutti fra loro interamente discrepan-ti, e frattanto sono quasi tutti bellissimi. Donde nasce questabellezza in tanta differenza di rapporti? Dalla natura stessa.
La natura è varia nello stesso genere di bellezze, nè pre-scrive in uno stesso soggetto una sola norma di dimensioni ;continuamente si vede, che una medesima forma prosiegue acomparir bella, ancorché si diversifichino i suoi rapporti. Unbel sembiante seguita ad essere ugualmente belio, sebbene lasua fronte, per esempio, sia accresciuta, o diminuita di unavigesima parte ; ma diverrà spiacevole, se si altererà di unottavo, o di un sesto , e passerà nel deforme, e nel mo-struoso, se l’alterazione sarà del quarto, del terzo, dellametà , o del doppio .
Si vede dunque nella natura , che ia bellezza di una stes-sa forma non consiste in un punto di rapporti, o di pro-porzioni, ma che ha d’intorno una tal quale circonferenza,entro cui si può spaziare.
Or sembra, che gli antichi avessero conosciuto, ove eranoquesti limiti. Quindi eglino lasciarono il loro genio in liber-tà di scorrere regolarmente ; e quella libertà, che respirava-no in tutto, produsse tante opere grandi in ciascun Ordine»tutte belle, benché tutte fra loro sensibilmente diverse.
Fra i moderni all’incontro si è posto ciascuno a copiarequalche bell’ avanzo di antichità : ciascuno è andato in esta-si alle bellezze del suo prescelto modello, ha creduto chefuori di quei rapporti non si possa dare più bellezza, e da