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LIBRO III,
DELLA EURITMIA
CAPITOLO I.
DELLA NATURA DELLA EURITMIA
T ja parola euritmia è quasi fuori d’uso, e il suo signi-ficato si è impropriamente unito alla voce simmetria, la qua-le già si è veduto, che cosa è.
L’ euritmia consiste nella uniforme corrispondenza delle par-ti simili, le quali debbono essere tali , e tante da un lato,come dall’altro, e similmente disposte, acciocché il tuttofaccia un grato aspetto. Che il portone, per esempio, siamezzo della facciata, che di qua, e di là siavi ugual nu-mero di finestre di simile grandezza, figura, e decorazione,6 che un braccio sia ugualmente lungo, ed ugualmente di-sposto, che l’altro, queste, ed altre cose consimili costitui-scono l’euritmia.
Ci diletta l’euritmia, perchè ci fa scoprire subito, e conUtilità il tutto insieme dell’oggetto: mette una specie di or-arie nelle cose, e ci solleva dalla pena della riflessione.
L’euritmia ci piace; ma altrettanto ci piace la varietà,^Qza però che l’una sia in contraddizione coll’altra. Quin-ci questa regola generale: in tutto quello, che si scuopre adcolpo d’occhio l’euritmia è necessaria, e grata. Ma in'ì’Jello, che si vede successivamente, ella è inutile, ed insi-pida : ivi vuol essere varietà. Or siccome si scuopre ad untQ lpo d’occhio la facciata di un edifizio, di un parterre, ditempio, questi tali oggetti debbono essere euritmetica-^ente disposti, e decorati.
All’incontro la distribuzione interna di una casa, e spe-* ! almente di un palazzo non si vede in una occhiata : quiviy nque l’euritmia non ha luogo. Frattanto alcuni Architetti