DELL’ ARCHITETTURA
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apparisce bellissimo, potrebbe riuscire in opera sgarbato, edeforme; quindi apparisce, che i disegni fatti in generale va'glion poco: hanno da farsi per li determinati luoghi. Bsrotonda del Capra trasportata in Inghilterra, non ha piò I 3sua'singolar bellezza. Con serio avvedimento perciò Miche'Jangelo prima di fabbricare il bel cornicione del Palazzo F ar "nese ne volle fare la prova col mettervene un pezzo di l e 'gno per vedere, che comparsa vi facesse. Dunque dai beldisegni in carta non si vuole sempre arguire il bell* effettojn opera ; e reciprocamente i disegni spiacevoli in carta n00sono prove sicurissime della cattiva riuscita dell’edifizio. Nètneno i piccioli modelli sono sufficienti, per far conosce^l’effetto dell’opera in grande.
CAPITOLO HI. 1
DELLE proporzioni generali nelle facciate
X rapporti delle facciate sono ristretti a due dimensioni}altezza, e lunghezza. Ecco dunque tre casi possibili.
t. L’altezza uguale alla lunghezza . Questa forma quadra' Ita può convenire alle facciate delle Chiese, delle porte di jCittà, degli archi trionfali, ed a tutti i padiglioni.
ì. La lunghezza maggiore dell’altezza. Questa convienealle facciate delle case delle nobili abitazioni, e di tutti iporticati.
Per le case la lunghezza non vuole essere piò del triplodella altezza. Per li portici poi non piò del quintuplo, e setalvolta la lunghezza sarà maggiore, convien tagliarla conpadiglioni di forma diversa : il che produce nelle facciate»specialmente grandi, un bell’effetto.
5. L’altezza eccedente la lunghezza conviene alle cupole)alle piramidi, ai campanili, alle torri.
La giusta altezza per le cupole sarà tra il duplo, e il fri"pio della lunghezza. Per le piramidi, per le torri, e per 1campanili, i convenienti rapporti dell’altezza alla lunghezza |Sono tra il quadruplo, e il nonuplo. E perchè? Questo èil gustò dell’occhio.
Bisogna inoltre proporzionare l’elevazione della facciata all*