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Tomo primo.
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t2 $ DELLARCHITETTURA

Io scalpello, confondono i contorni, e producono inuguagha 11 'za di lume svantaggiosa alla nettezza dellopera. Onde l ecolonne di marmo misto, e colorito avranno sempre le b a "si, i capitelli, e le cornici di puro, e candido marmo. Qua* 1 'ro improprie saranno dunque le dorature, che si profonder : 0alla carlona in ogni specie discultura? Quelloro sarebbe a 5 'sai meglio impiegato a ricompensare chi si affatica in op e 're, che esigon tempo, studio, e cognizioni: servirebbe cos*al miglioramento delle arti, e non a guastarle.

Per qualunque altra specie di sculture applicabili allchitettura non si debbono mai perdere di vista questi treprincipii. i. Parsimonia. Luomo si crede grande, rispf 1 'tabile, importante, quando si vede decorato, e ricco: a#*'stella perciò ricchezze, e decorazioni alle sue cose, e le cf e 'de belle. 2. Significanza. 3. Convenienza relativameo 15al soggetto rappresentato, come al carattere dellOrdine, edelledilìzio. La convenienza richiede, che tutte le scult° fSdi un edifìzio, per quanto differiscano nei rapporti, nei si 111 'boli, e nelle espressioni, facciano sempre unità, e con tra 11 'sizioni felici produchino un insieme interessante, ed artH 0niosov altrimenti lArchitettura, e la Scultura non sarebbfro, che bellezze disparate; e la Scultura è assolutamente *'nutile allArchitettura , se non l abbelisce, e nella mani e j*più convenevole. Si è replicato più volte in qua , e in 3questo importantissimo avvertimento, perchè la modarente è tutta al rovescio. Si affastellano non solo nelle Op e ^re Architettoniche, ma in qualunque arnese più sculture, eincisioni, che si può di soggetti insignificanti , ed incon V j.nienti. Non si può stare ad un cammino senza pericolo 7rompersi il capo, e le mani nei frastagli delle sue corn> cHdelle sue volute, delle sue cariatidi. Non si può toccare ^candeliere, che il suo manico tutto centinato, ed ang 0 ^non istroppii le dita . Fino i tavolini, e le sedie ...» slin somma ogni studio, ed ogni spesa in eccessi, in iu c0<1 ^gruenze, e in insignificanze di sculture, colle quali si P lS f^ rde abbellire, e si deturpa tutto. Con minore dispendio slrebbero assai più cose di una vera bellezza. In mate 1 3 ^.,ornamenti sembra , che il ragionare sabbia preso per ufl P ^cato mortale. E' impossibile dare una certa grazia g etlffr3