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nel caso presente non oltrepassa 43", gioverà determinarprima la correzione della longitudine, indi dedurre collalongitudine corretta la distanza sopra indicata.
Nelle esposte equazioni, essendo i coefficienti di X tuttiassai prossimi all’unità, e quelli di 0 quasi trascurabili, nonoccorre far uso del metodo de’minimi quadrali, e basteràfare la somma separatamente di quelle che appartengono alprincipio e di quelle che appartengono al fine; da questasomma abbiamo escluse le equazioni dipendenti da Pavia ,sì perchè esse contengono una quarta incognita, qual è lalongitudine geografica, e si ancora perchè non accordan-dosi del tutto con quelle derivate dalle osservazioni fattein altri osservatorj, ci nasce dubbio che nella determina-zione del tempo non si sia fatto uso dello stroinenlo deipassaggi, o non si sia prima convenientemente verificaiocoll’inversione, e coll’osservazione delle stelle circompo-lari. Facendo la somma delle altre equazioni, le abbiamocompendiate in queste due
— 0,064 0 — 5,999 X = + 86^+ 6 (d + 9)
+ 0,172 0 + 5,998X = - 77,2 4- 6 (d + 3)
dalle quali, trascurando i piccoli termini moltiplicati per0, si ricava X = — 43”,7, d + = + 0",78
Ora applicando la correzione X alla longitudine lunare ecalcolando le distanze de’centri pel momento del principioe del fine dell’oscurazione a Milano, Padova, Venezia eVienna , trovo le otto equazioni
Principio dell’ oscurazione.
37,93 — 0,398 0 = 41,98 + 9 — d41,54 + 0,778 0 — 42,49 + 3 — d40,44 + 0,967 0 = 42,60 + d — d38,98 — 0,695 0 — 43,64 + 9 — d