fuoco; ma il suo collega di osservazione cav. Biela convienecon me nell’asserire che erano tre : attestazione confermalaverbalmente dall’astronomo inglese signor Baily che aveaosservato l’ecclisse a Pavia . Quanto al bagliore mandatoda quelle lingue, vi sono altre discrepanze. Io non vidi,come il professore Magrini, le aree di quei triangoli tuttelucide; a me parvero oscure nel mezzo e rilucenti ai bordi ;al professore Santini apparvero di color porporino violaceo.Notò il signor professore Conti di Padova che rimaserovisibili per qualche tempo dopo riapparsa la luce solare.
Tornando a dire delle apparenze al lembo lunare, leggonella relazione di Novara e in quella del professore Majocchiche vi si notarono nella parte superiore due punti splendenti,come due carboni accesi, quasi due gemme in un monile.Sene fece cenno anche nella relazione di Monza,però conqualche diversità principalmente in riguardo alla posizione.
Sulla quantità della luce dell’anello furono tentate variesperienze, delle quali non mi è pervenuta se non una solafatta e calcolata dal professore Belli. Risulta da essa chequella luce era si debole da non produrre ombra sensibile,e che la sua quantità può valutarsi ad V, di quella dellaluna piena ridotta alla stessa altezza sull’ orizzonte, nellaquale trovavasi il sole ecclissalo.
§. 3 ." Intensità dell’ oscurità massima.
Era questo un punto sul quale fu tenuta in sospeso lanostra aspettazione, e dirò anche la pubblica ansietà; giac-ché i nostri dotti vollero procedere guardinghi nell’annun-ziare un evento, intorno al quale scorgevansi nelle anti-che memorie indizj non dubbj di esagerazione. Ora nonsarà più cosi pei nostri posteri, atteso che su questo puntole relazioni sono cosi concordi da fornirci lutto quanto sirichiede per tramandarne una notizia esatta.