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Sopra l'ecclisse solare totale del giorno 8 luglio 1842 : relazioni lette nell'adunaza ordinaria dell' I. R. Istituto Lombardo di scienze, lettere ed arti... / Francesco Carlini... e Gabrio Piola
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Estinto lultimo ràggio di sole, fu veramente rapido, se-condo lavviso datoci dai fisici, il passaggio da una lucesmunta e stravagante quale sopra labbiamo descritta (mache pure era luce di giorno) ad uno stato di oscurità para-gonabile al principio della notte. Per farsene una giustaidea convien notare che neluoghi aperti, siccome era lacampagna ove io mi trovava, ovvero nei luoghi elevati,come sopra torri e terrazzi, loscurità veniva diradata dallafascia rossa che mostrossi all orizzonte, cioè da quelle partidella nostra atmosfera, le quali erano illuminale, perchècollocate fuori del cono ombroso. Si distinguevano ancorabene gli oggetti vicini e si potea leggere un carattere dimezzana grandezza, tenendo il libro inclinato per modoche sopra vi battesse il lume proveniente dallorizzonte.Nei luoghi chiusi invece, come nellinterno delle stanze, ein quelli dove lorizzonte era velato da nubi, loscuritàriuscì più intensa, si sarebbe potuto leggere.

Un fatto che mi par degno di essere avvertito, si è ladiversità delleffetto che producono le nubi negli ecclissitotali e nei parziali. Quando lecclisse è semplicemente par-ziale, se il cielo è nuvoloso appare meno sensibile la dimi-nuzione della luce, e può talvolta passare quasi inosserva-ta. Quando lecclisse è totale, leffetto è contrario. Leggonelle relazioni di Genova e di Torino , dove latmosfera eraingombrata da nubi o da nebbia, che loscurità fu come dinotte buja : non si distinguevano gli oggetti a pochi passi, eappena scorgevansi i profili dei volti. Di qui una più cupaimpressione malinconica nelle popolazioni delle dette città.

Lopinione più sopra emessa che il solo lume dell aureo-la senza quello dellorizzonte avrebbe contribuito assaipoco al diradamento delle tenebre, viene rinfrancata dauna particolarità avveratasi per la città di Trento . Le nu-vole che colà in quel giorno coprivano il cielo da ogniparte, vennero per una avventurata combinazione a squar-ciarsi in tempo del fenomeno appunto verso la plaga cele-

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