6- Desiston* ,
Si mare volvetts turbidus Auster >•
Afcsceat eflum vitrea dudum &c.
E nella mia opinione finalmente tanto più mi Confermo , quantopiù rifletto, che non si truòva alcun’altroRimator volgare di tal fat-ta; e pure ne abbiam non pochi contemporanei di Giullo, e fra glialtri TImperador Federigo II, il qual fiorì non molto dopo, e fu Redi Sicilia. Ma tutti composero'ad uso Provenzale,; perlochè, o deb-bè dirsi, che anche Giullo a tal’uso componesse, o comecomponitorbarbaro, e mostruoso non ha a porsi tra i Toscani Rimatori, e mol-to meno si vuol dir Padre, e Antesignano dèlia Toscana Poesia, co-me pretende l’Allacci. •
-©alledette cose adunque manifestamente apparisce, non esservi cer-tezza del primo. Rimatot Toscano , o Volgare , ed esser falso, che iprimi Rimatori toglieste:' la forma da'Greci de’lor tempisti poetar perdistichi. Ma ben'eglino avevano altre forme proprie, ed altre catta-te da i Provenzali, i quali, benché della lor nazione non si truovi-no rime più antiche 1 di quelle di Giusfredo Rude!lo Signor diBleus,che molto scrisse'in lode della Contessa di Tripoli -, che amò, e ap-presso cui morì l* anno 1162. nel più bello del suo fiorire ; nondime-no assai prima avevano incominciato a far versi in lor proprio lin-guaggio: mentre a tempo di Giusfredo si veggon molto culti, e leg-giadri i lor componimenti , e non gii rozzi, o meschini, come so-gliono esser le cose nel lor primiero nascere ; e oltre a ciò avvi cer-tezza, che incominciassero circa il 1100. sotto Guglielmo Vili. Du-ca d’Aquitania, e riflesso Duca foste il primiero verseggiatore, aven-do composto in rima il Viaggio di Gerusalemme, e qualche cosa amo-rosa. Né punto rileva 1 ‘opinione d’Adriano Valeste» nella Valesianapàg. 195. il quale parlando della prima origine della linguaFranzese,che anticamente era la medesima, chela Provenzale, si persuade col-l’aucorità del Falcerò, che non v’ abbia Poeti , che componessero insimil lingua prima dell’anno 1150. Imperocché e Giusfredo Rudellofiorì molto prima di-questo tempo, e altresì il Duca d’Aquirania; ePistesso Valcsio confessa, che dal medesimo Falcerò si raccoglie, chequesta Poesia potesse incominciare a fiorire nel 1100. tempo, che ap-punto concorda colla nostra opinione, che è conforme allTstorica ve-rità . Or di tali forme , o metri io appunto intendo di ragionare inquesta introduzione, dappoiché avrò fattcT'parola della varietà decer-si , e donde capitasse a noi la lor quantità, e Fuso della rima.
Egli è chiara cosa, che l’endecasillabo volgare venne in Italia dal-la Provcnza ; imperciocché , essendosi veduto , che i Provenzali pri-ma, che gì’Italiani, verseggiarono, iotmovo rime composte di simi-li versi da Arnaldo Daniello, che mori circa 1’ anno 1189. e stali' al-tro Arnaldo cognominato di Maraviglia , che fiori circa il 1190. cmori nel 1220. come apparisce dal seguente esempio.
Faz^es auz.ir vofiras castas preguierasTant douffametit, qu’a pietat sia mogudaDe s'inclinar a ma insta demanda &c.
Siccome de’versi di otto sillabe si intieri , come rotti avvi esempiodi Guglielmo di Cabestano della famiglia de’ Serviasi Provenzale ,
che