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Volume primo.
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8
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$ Dell’ Istoria

Rosa srescA aulentiffima .

Di quei di nove sillabe avvene in una canzone del Notaio Jacop©da JLentino coetaneo del Barbami, la quale incomincia.

La namaranta distesa ,

Che dentro al mia core nataDi voi madonna e pur chiamataMerz,e se fosse avventurosa &c.

Del decasillabo truovasene esempio nel suddetto Barberi»! al mottettoz8» della stessa seguenza

Duri qua gente i

Manda gente con quegli a percossa c ,

Che sapranno ».

Con' dovranno, prenders'a la mojsa &c.c finalmente del verso endecasillabo sdrucciolo ovvi esempio »Dante

Tra Risola di Cipro ,. e di Maiolica »e dclPistesso rotto» nel Petrarca

s die 'ti guardia a San Pietro , or non pili nò.

« di.tur te le sorte senza sdrucciolo, o rompimento, dalle due sillabeinsino alle dieci v’è curiosissimo esempio del suddetto Iacopo da den-tino in una canzone , che incomincia Dal cor mi vene &c,. dellaquale appresto parlerem più distintamente: dal che si vede, che quan-to alle maniere de’versi Toscani , già dal bel principio furon tuttetrovate , e messe in uso , nè in ciò v’è una minima invenzione de’Moderni, i quali nondimeno all’endccasillabo sdrucciolo alle volte ag-giunsero altre sillabe disaccentate in buon numero, formando sgradi-tissimi versi » come si può vedere nel trattatalo degli sdruccioli diPietro della Valle , e tra le rime dell’Accademico AJdeano NiccolaVillani, di cui sono i seguenti esempi»

Che quando i fati inutil reso _ havrannomiti ",

E ferma frutto alcun poscia rammaricanosene .

Ottima è Xacqua , ma le piante abbeverinosene » »

Siccome gli-Antichi, secondo il parere di Bastiano Fausto da Lon-giano, posero in uso una sorta di versi , la quale da i Moderni non»fu abbracciata, come non menò scempia della suddetta» cioè il ver-so dodecasillabo» da lui detto ipermétro» come.

Mai non vo, pile cantare cono'io.soleva .il qual verso è recato da lui per esempio » e vuole , che in tal guisafosse composto dal Petrarca. Noi ben sappiamo» che gli Antichi, al-lorché usando loro il modo di rimare alla Provenzale nel mezzo de’versi, il bisogno ve gli spingeva, scrivevano intere tutte le voci, cheper •altro avrebbondovuto scriverle tronche. Così'fece Dante da Ma-iano nel Sonetto , che incqmincia : fasore d'amore &c. e in al-tri; e così fecero moltissimi altri Autori , per tutt’ i quali ferva Gu-gliemotro da Otranco nel Sonmct O'salve santa Ostia sacrata , chesi legge nella Raccolta dell’Al lacci »,

Et enalrtata [opra ogn' altra alturaTu sei quei?armatura, per, cui vencimo. ..

* U Petrarca nella frottola riletica dal Bembo nel libro 6. delle Let-tere »,