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Volume primo.
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25
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Della Volgar Poesia Lib. I. rz

O piangcss’io almen tanto.,

Ch’’io mi cangiassi in pianto:

Ch'io pure a riveder con voi verrei'

Quella bella cagion destanti miei .

Ma tal Componimento era anch’esso in uso appo gli antichi Rimato-ri , e servane d’esempio uno di Madonna Ricciarda de’ Selvaggi ,,scritto a M.Cinoda Pistoia, che teneramente starnava..

Gentil mio sir , lo parlare amoroso-Di voi , sì inallegranza mi mantenneChe. dirvel nol porla , ben lo facciate ;

Perche del mio amor sete gioioso,.

Di ciò grand’allegria , e gio’ mi vene ,-Ed altro mai non haggio in volontate ,

Eor del vostro piacere ; ~

Tutt’bora fate la-vostra voglienza :

Piaggiate- previdenza

Eòi di celar la nostra desianza.-

La Sestina usata da i Moderni Rimatori è parimente tratta da gliAntichi. De’Moderni adunque daremo il sottoposto esempio diM.Gio-vam stati sta Amalreo dal Friuli Poeta non men Toscano, che Latino,e Greco, il qual fiorì circa il 1560.

JJaura , che già di questa fragij. legno-Hlbbe’l governo-, e lò guardò da’ scogli,..

Or me contesa da rabbiosi venti,

E ver me sento congiurate /’ onde,

Nè fra tante procelle scorgo il porto :

Ond’to pavento a così lungo corso..

Mai non provai piti faticoso corso , .

Ne dal mar vidi combattuto legnoJn gran tempesta men sperar del porto,

E più temer di perigliosi scogli ;

Che saltri non ra acqueta il Cielo, e fonde,lo veggio morte minacciarmi i venti.

Signor , che pur col ciglio affretti i venti,

Scorgi col lume tuo serrante corso fDov‘io non tema oltraggio, e forza dì onde..

Ecco la vela , ecco le sarte , e 7 legnoSosvinge un nembo in pia di mille scogli,

E mi contende il desiato porto .

E ebbi ardir d’abbandonar il porto ,

E di commetter la mia vela a i venti,

Per sospirare in tempestosi scogli,

Sol perch’entrando in sì dubbioso corsoCon Ciel sereno , e con -spalmato legnoMi credea sempre ha ver benigne fónde..

Ora dagli occhi verso dogliose onde,.

Pentito del mio errar, lunge dal porto, -Solcando) un’ aspro mar con picciol legno..

Ma se mi. duran tanta tregua i venti n

eh io