Della Volgar Poesia Lib. I. rz
O piangcss’io almen tanto.,
Ch’’io mi cangiassi in pianto:
Ch'io pure a riveder con voi verrei'
Quella bella cagion destanti miei .
Ma tal Componimento era anch’esso in uso appo gli antichi Rimato-ri , e servane d’esempio uno di Madonna Ricciarda de’ Selvaggi ,,scritto a M.Cinoda Pistoia, che teneramente starnava..
Gentil mio sir , lo parlare amoroso-Di voi , sì inallegranza mi mantenneChe. dirvel nol porla , ben lo facciate ;
Perche del mio amor sete gioioso,.
Di ciò grand’allegria , e gio’ mi vene ,-Ed altro mai non haggio in volontate ,
Eor del vostro piacere ; ~
Tutt’bora fate la-vostra voglienza :
Piaggiate- previdenza
Eòi di celar la nostra desianza.-
La Sestina usata da i Moderni Rimatori è parimente tratta da gliAntichi. De’Moderni adunque daremo il sottoposto esempio diM.Gio-vam stati sta Amalreo dal Friuli Poeta non men Toscano, che Latino,e Greco, il qual fiorì circa il 1560.
JJaura , che già di questa fragij. legno-Hlbbe’l governo-, e lò guardò da’ scogli,..
Or me contesa da rabbiosi venti,
E ver me sento congiurate /’ onde,
Nè fra tante procelle scorgo il porto :
Ond’to pavento a così lungo corso..
Mai non provai piti faticoso corso , .
Ne dal mar vidi combattuto legnoJn gran tempesta men sperar del porto,
E più temer di perigliosi scogli ;
Che saltri non ra acqueta il Cielo, e fonde,lo veggio morte minacciarmi i venti.
Signor , che pur col ciglio affretti i venti,
Scorgi col lume tuo serrante corso fDov‘io non tema oltraggio, e forza dì onde..
Ecco la vela , ecco le sarte , e 7 legnoSosvinge un nembo in pia di mille scogli,
E mi contende il desiato porto .
E ebbi ardir d’abbandonar il porto ,
E di commetter la mia vela a i venti,
Per sospirare in tempestosi scogli,
Sol perch’entrando in sì dubbioso corsoCon Ciel sereno , e con -spalmato legnoMi credea sempre ha ver benigne fónde..
Ora dagli occhi verso dogliose onde,.
Pentito del mio errar, lunge dal porto, -Solcando) un’ aspro mar con picciol legno..
Ma se mi. duran tanta tregua i venti n
eh io