Della Volgar Poesia Lib. I. 37
t-rice d’ogni scienza, e molto, e con somma pietà compose in volgarPoesia: e spezialmente vi trattò parecchi Storie della Sacra Scrittura,l’una delle quali , cioè quella di Ginditta * stesa per cinquatuunastanze incomincia nella seguente guisa.
Figliuol di Dio, 0 nostro buon Glesti ,
O Figliuol di Maria, forgine, e MadrePer la tua carità, che fantasie,
Scendesti in terra a opere leggiadre:
Lasciasti il Ciel per habitar qua gite *
Operando virtie, che dal tuo PadreConceffe fumo a te suo figliuol degno ,
Partefice facesti a noi il tuo ‘Regno &c.
Anno oltre a ciò i Moderni la Terza Rima, la quale anch’essa ftimaneggiata dagli Antichi , e secondo il Trissino chiamavasi Serven-tefe. Égli è ben vero, che Anton di Tempo Serventese appella l’Ot-rava Rima ; ed io ho veduto altre forte di componimenti antichi col-lo stesso nome, di diversa collocazione di rime, e di più versi, chele Terze Rime non anno ; e in fra gli altri ce n’è uno appresso di medi Fra Domenico Cavalca da Vico Pisano dell’Ordine de’Predicato-ri, che incomincia.
Poi chal mondo servire fise rimastaEffe purgata d'ogni colpa, e rasaliccio che Iddio ìflia iute, come in sua casaTuttavia
Fa prima il fondamento di MariaCioè, umiltà, che vera staChe essa sola, e fondamento, e viaDello eletto
Sia prima lumiltà nellontelietto &c.così seguitando per venti quadernari : e un’altro dello stesso Amore*che incomincia.
O Christiano, che ti vince liraIn questo Serventese e libro miraQuanti mali questo vitio nel cuor tiraqui fi dice
D'ogni peccato e, lira radice &c.
continuando in tal guisa per trenta quadernari : ed il Trissino stessone reca esempio d’altro diverso, il cui principio si è.
Tra Serchio, e Macra surge un alto monteVestito d'erbe, e di nodosi abietiCon bei luoghi secreti
Da albergar fiere , e da annidarsi augelli „
Qui son due vaghi, e limpidi ruscelliChe murmurando van di saffo in saffoE discludendo al baffoS'affrettan di trovar I'onde marine &c.e così seguita fino al fine ; e di più evvi altra sorta di Terze Rime,o, per meglio dire. Terzetti, icui versi rimati sono, il primo col ter-zo dello stesso Terzetto , e il secondo col secondo del Terzetto se-Cresc. Ist.Volg. Poesia . Tom.I, C Z guen-