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Volume primo.
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76
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76 Dell’ Istoria

Colle fio qui raccontate cose adunque .stimo, clie se nòn appieno>,almen quanto basta per ^integrità della presente Istoria, e per la piùfacile intelligenza del rimanente di essa contenuto ne’seguenti Libri,i Lettori resteranno informati dell’origine della nostra Volgar Poe-sia , e dello stato della medesima , si appresso gli Antichi , come trai Moderni ; e potranno con più agevolezza riconoscere nel piceo!saggio , che ora noi diamo , delle Rime di soli cencinquanta Rima-tori Toscani, quanto nel primo secolo fosse ella rozza, come nel se-condo ingrandisse, come nel terzo cadesse,, quanto gloriosamente ri-sorgesse nel quarto , e come varia nel quinto si sia mostrata , insinoa i nostri giorni, che a glorioso risorgimento si prepara , mercé del-lo studio, e della continua fatica di molti nobilissimi ingegni viven-ti : il che è Punico fine , .per lo quale questa Istoria abbiam noi ascrivere impreso. E perché , sebbene la Volgar Poesia si tistrigne tut-ta a quella, che altramente appelliamo Italiana > o Toscana, ned ev-vi altra, che tale possa chiamarsi, o presuma d’esser creduta; nondi-meno , essendo stati ne Uà lingue particolari di molte Città d’Italiacomposti leggiadrissimi , e bellissimi Poemi , i quali degni sono dellavista , e dell’affetto d’ogni più riguardevole Letterato ; però io, co-rnee hé di essi non faccia menzione in questa opera, non voglio nondar loro quella lode , che meritano , come figliuoli di una sì eccel-sa, e gloriosa Madre; e spezialmente alle vaghissime Rime in linguaGenovese di Paolo Foglietta Scrittore del principio di questo secolo,alla famosissima Tancia di Michelangelo Buonarroti, (23) il Giova-ne , Fiorentino , scritta Panno 1612. in lingua rustica del Contadodella sua Patria , alla Gerusalemme del Tasso trasportata in linguaBolognese da Gio. Francesco Negli Pittore , e Cittadino di Bolognacirca Panno 1630. alle Metamorfosi d’Ovidio tradotte ne'medesimitempi in lingua Bergamasca da Dan Colombano Monaco Cassimele,e Gentiluomo di Brescia, alle Opere del graziosissimo , e peritissimoGiulio Cesare Cortese Napolitano, che fiorì circassi 1620. scritte nel-la sua lingua materna, alle acutissime, e spiritosissime ottave Sicilia-ne di Antonio Viniziani , il qual fiorì circa il 1572. e di Simone diRau Palermitano Vescovo di Patti, che mori nel 1659. e d’altri chia-ri ingegni di quel Regno , e finalmente al Poema del Maggio Ro-manesco scritto in lingua della plebaglia di Roma da Gio. CamilloPeresio , e mandato alla luce nel 1688- poco dopo il quaPanno egliin Roma finì di vivere.

COM-

( 23 ) Di sì fatte 'Poesie i alingu a contadinesca Fiorentina vedi ciò che nedt-te il Bianchina nel sopraddetto tratt. a pag. 53. e 54 . La Tanci tt poi anch'essadilingua rustica Fiorentina fu trasformata nella rustica Bolognese dal TimidoAccademico Dubbioso mutatole infino il titolo, e i nomi de'personaggi, e faintitolata : laTogna, Commedia rufticale .in Bol. per Giacomo Monti, 1654-in 8 . Ma oltracciò essendo prima stata composta in ottava rima , sa quivi det-tata in prosa .

Il fine del Primo Libro.