Della Volgar Poesia Lib. I. 75
•po di Fra Guittone, lavorato la simil tornio, e serbato tra'suoi Mst.'dal dottissimo Redi.
Similemente. gente , orlatura.
La portatura . pura . ed avcnente .
Fatte pingente, mente. per natura.
Sicbe 'natura, cura. vo la gente.
Calior parvente, nente. altra figura.
Nin a fattura. dura. certamente .
Pero ne ente. sente, di ventura.
Chijfua pintura. jcura. no predente.
Tanto dobletto,, data. ve belle sfa.
E addome fa . messa, con plagensa.
Cogna chei pensa. senso,. permirata.
Pero amata . fata. vonnalteffa.
Che la fermejsa. desta conoscensa.
In sua sentensa. benfa, onorata.
Ed un’altro tutto ridondante di desinenze simili di Dello da Signaiianeli’esso Poeta Antico registrato tra’Mss^ CliisianRSer Chiaro lo tuo dir a' ira non saleE non fi loca in loco la dov' eraPero eh' el turbi en turbe, en cambre » e» salePoche non vedi vado al tuo sumeraChe te ne pare pure a mallo saleIn massa messo non fu la ve moraQuando alla fonte sante sosti sale.
Queste parole parale faver ora.
Savia il ver dir, eh al ver d'oro /’ enfiareE belle in ballo , e nello gioco lassoAh sa in se perditore, e temente.
Faglio con voglio, e tu non sai far soreAla uem vano, e torto riman lassoFolle che falli non dir mantenente
Ad imitarlo» del quale è compoito il seguente del mentovato Eeps-reo , die servirà di saggio del suo poco bene spelo tempo , ed inge*gno.
Di doppie essausto, infausto sen rimasto:
Che mentre attasto la borsa, sto me so :
Che non ho resto da pagare il pastoSenz.a contrasto, mentre t'Oste assesto,
Roma calpesto , e scarpe in fango guasto ,
E porto il basto anche di giorno sesto :
Per me bisesto corre, anno nefasto,
Ale vo con fasto, e di scoruccio veso.
Trent' anni infesto a sei Datarti assisto,
E nulla acquisto i fenica atesso, o arrosto \
Pan muffo scrosto, e rendo grafie a Cristo.
Sempre mai tristo ho fenato Agosto,
Certo, e aifposte di morir j previstoA ponte Sisto de'mendichi al pasto.
Colle