De' Comentarj Intorno Ali’Istoria
venzali, si riconosce anche non solo dalla forma de’ componimenti »li)Nat Am. ma dalla, materia, cioè da i sentimenti, massimamente d’Amore, di-• li&.5,captali, tendo Mario Equicola (a )in questo proposito, che dalla Provenzai' nostri volgari Dicitori di ricche merci carchi fono tornati .
Cerne il Castelvetro contraddice con poco fondamento allasuddetta opinione .CAP. III.
{b) Giunt.al vt OI ben sappiamo , che il Castelvetro ( b ) per altro dotti stimoS i.lìb.pros.del JlNI Uomo, e di profondissimo ingegno, s’oppone al Bembo, e vuo-j$e>nb. pagina le, c h e j Poeti Siciliani fiorissero prima, che iProvenzali, elorodef-feto regola , e norma nel!’ arte del rimare » ma a noi pare , eh’ eglipiuttosto per contraddire al Bembo, che per dar giusta sentenza, fa-vorisca in questa cosa la. parte de’Siciliani „ Il suo fondamento , aLquale S-’ attiene anche Gio. Batista Strozzi nella Lezione sopra i Ma>-tcì Tm le àigali (e) si ristringe tutto nelle seguenti parole della prefazionealtre sue Le,- ^elle Lettere famigliari del Petrarca . Pari autem muloendi Vulgì au~%ioni-pag. f.ibus intenta ,. fuis & iyfa legibus utebatur » quod genus a pud Sicu -J67. Iss. ( ut fama est ). non multis ante Saculis renatura , brevi per omnem
Jtaliam , ac longiks inigravit . Le quali da lui vengono traslatate nel-la seguente guisa, cioè . Che a’suoi dì ( cioè del Petrarca ) era opi-nione , che il rimare non molti Secoli avanti foste rinato appresto- i Ciu-cili ani ,. e poi, in breve fi foste sparso per l'Italia tutta, 0 “ ultimamentepik lontano.. Il suo parere poi è il seguente. Determinando ( il Petrar-ca ) apertamente colie predette parole , che i Provenz.aU non solamentenon erano fiati i primi Trovatori della rima, anz.i /’avevano est pre-sa daglTtaliani, i quali l’havevana presa da i Ciciliani . Ma oh quan-to singannano le menti de gli Uomini, ancorché grandi, quando so-no occupate da qualche passione ! Quando mai il Petrarca intese dadestinile colle sue parole questa faccenda nella guisa, che vuole il Ca-stelvetro MI Petrarca, primieramente non afferma cosa alcuna , men-tre si vale del termine Ut fama est , il quale, come fondato stili’in-certezza della fama, non è atto ad affermare istericamente ; e poi nonnominando, egli in modo alcuno i Provenzali , perché vogliam dire,che intendeste di derogar tacitamente al lor primato nel Volgarmen-te poetare/ e non piuttosto, che li considerasse come Gente Stranie-ra, come li considerò ne’Trionsi , chiamandogli Di portamenti , e divolgari, strani , e però di essi non favellasse,, lasciandogli nel loro sta-to: tantppiù, che per fondare la sua sentenza,, bastava , che dicesse,siccome disse, che gli Italiani avevano appreso 1 ’ uso del rimare da iSiciliani, i quali da i Greci, o da i Latini de’cémpi barbari potero-no averlo, tolto,.siccome da i medesimi avevanlò tolto i. Provenzali;e. perché, questa seconda interpretazione delle parole del Petrarca, cconforme alla. verità istorie a fondata su quello,, che ora. veggiamo, enon già su metafisiche sottigliezze, e investigazioni, però ad e sta dob-biamo attenerci,, e non già a, quella del Castelvetro , che di suo ca-priccio caccia i Provenzali là, dove il Petrarca mai non si fognò djcacciarli; e ve li caccia con tal forza, che non solo li pone sotto \Siciliani, ma anche,sotto gli Italiani, i quali.non v’ha dubbio , che
inco-